Dalla promessa di un calcio moderno e ambizioso alla dura realtà di una panchina che scotta pure in Inghilterra. Alessio Dionisi era arrivato in Serie A come uno degli allenatori emergenti più interessanti del panorama italiano, capace di conquistarsi spazio grazie al lavoro e a un’identità di gioco riconoscibile. La promozione del Sassuolo in Serie A con l’Empoli, nella stagione 2020-21, aveva rappresentato il primo trampolino di lancio verso il massimo campionato, dove aveva raccolto l’eredità di Roberto De Zerbi. I risultati, però, non hanno confermato quelle aspettative: dopo l’esperienza in Emilia, le parentesi con Palermo ed Empoli non gli hanno restituito lo slancio sperato. A giugno la chiamata del Watford sembrava l’occasione giusta per ripartire, stavolta lontano dall’Italia. Quattro mesi dopo, invece, l’avventura inglese rischia già di essere finita.
- Il tracollo di Cardiff può costargli la panchina
- La rabbia di Dionisi e l’ammissione sul passato
- Dionisi rischia di essere il quinto allenatore del 2026
- Elton John contro i Pozzo: «Amareggiato e deluso»
- Elton John e un legame lungo una vita
Il tracollo di Cardiff può costargli la panchina
Il 5-1 incassato contro il Cardiff ha fatto precipitare ulteriormente la situazione. Il Watford è scivolato al 22° posto in Championship, in piena zona retrocessione, e la proprietà della famiglia Pozzo starebbe valutando l’esonero dell’allenatore italiano. Secondo le indiscrezioni provenienti dall’Inghilterra, il club avrebbe già iniziato a sondare il mercato alla ricerca di un possibile successore.
La partita si è trasformata in un incubo già nel primo tempo. Jack Moylan ha colpito due volte, mentre l’autogol di Mattie Pollock e la rete di Ollie Tanner hanno mandato le squadre negli spogliatoi sul 4-0. Nella ripresa Callum Robinson ha completato la goleada, prima del gol di Hector Kyprianou che ha fissato il risultato sul definitivo 5-1.
Per gli Hornets è arrivata così la quarta sconfitta consecutiva e la sesta nelle ultime sette gare. Neppure i sei cambi di formazione rispetto al precedente 0-4 casalingo contro il Burnley sono serviti a invertire la rotta. Il Watford continua a perdere terreno e la posizione di Dionisi è sempre più fragile.
La rabbia di Dionisi e l’ammissione sul passato
Al termine della partita, il tecnico non ha nascosto la propria delusione per la prestazione della squadra. Nell’intervista post-partita ha ammesso di essere stato «molto arrabbiato» già durante l’intervallo, quando il punteggio aveva ormai assunto proporzioni pesanti.
Dionisi ha anche richiamato un precedente che fotografa bene l’instabilità dell’ambiente: «So che la scorsa stagione il Watford ha cambiato quattro allenatori». L’allenatore ha ribadito la volontà di continuare a lavorare, ma la crisi di risultati rischia di rendere insufficiente qualsiasi tentativo di difesa del proprio incarico.
Dionisi rischia di essere il quinto allenatore del 2026
Il problema, per il Watford, va ben oltre la crisi delle ultime settimane. La panchina è diventata una porta girevole: nel corso del 2026 si sono alternati Javi Gracia, Charlie Daniels, Ed Still e Alessio Dionisi. Se la proprietà decidesse di cambiare ancora, il successore dell’italiano sarebbe il quinto allenatore diverso nell’anno solare.
L’eventuale addio rappresenterebbe inoltre il venticinquesimo avvicendamento nell’era della famiglia Pozzo, alla guida del club dal 2012. Dionisi, che aveva firmato a giugno un contratto fino al 2028, rischia quindi di non arrivare nemmeno alla prossima sfida contro il Charlton. Il suo mandato, iniziato con l’obiettivo di costruire un progetto duraturo, potrebbe chiudersi dopo appena quattro mesi.
Nella rosa del Watford figurano anche diversi giocatori con un passato o legami con il calcio italiano, tra cui Ravaglia, Mlacic, Zemura, Payero, Bove e Iker Bravo. Elementi che non sono bastati, almeno finora, a evitare una stagione complicata.
Elton John contro i Pozzo: «Amareggiato e deluso»
A rendere ancora più rumorosa la crisi è intervenuto anche Sir Elton John, storico tifoso del Watford ed ex proprietario del club. La leggenda della musica britannica ha pubblicato sui social un messaggio molto duro, poi cancellato, nel quale ha espresso tutta la propria amarezza per la situazione degli Hornets, puntando il dito contro il declino della squadra e la gestione societaria.
«Da tifoso del Watford di lunga data, sono molto amareggiato e deluso dal declino delle ultime settimane. Sono davvero dispiaciuto per i tifosi costretti ad assistere a tutto questo».
Il messaggio è arrivato dopo la pesante sconfitta interna per 4-0 contro il Burnley, una partita nella quale gli ospiti erano già avanti di tre gol dopo appena 25 minuti. Un risultato che aveva alimentato la contestazione dei sostenitori, sempre più critici nei confronti della proprietà e delle scelte tecniche.
Il malcontento nasce anche da un percorso sportivo che non ha riportato il Watford dei Pozzo ai livelli sperati. La squadra manca dalla Premier League dal 2022 e, da allora, non è riuscita a superare l’undicesimo posto in Championship. Per una società che negli anni ha conosciuto anche il palcoscenico europeo, la distanza dalle ambizioni iniziali è diventata motivo di crescente frustrazione.
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Elton John e un legame lungo una vita
La presa di posizione del cantante non è quella di un semplice tifoso. Il rapporto tra Elton John e il Watford affonda le radici nell’infanzia dell’artista, che ha seguito gli Hornets per decenni e ha guidato il club in due periodi distinti.
Durante la sua prima esperienza da proprietario, tra gli anni Settanta e Ottanta, la squadra è passata dalle categorie inferiori fino al secondo posto in Division One, conquistando anche la possibilità di affacciarsi alle competizioni europee sotto la guida di Graham Taylor. Elton John è tornato poi alla guida della società negli anni Novanta, contribuendo al ritorno in Premier League nel 1999 dopo due promozioni consecutive, prima di cedere la proprietà nel 2002.
Oggi, a 79 anni, il cantante continua a essere una delle figure simbolo della storia del club. Nel 2024 ha pubblicato il libro Watford Forever, dedicato proprio al suo rapporto con gli Hornets, mentre una tribuna di Vicarage Road porta il suo nome. Il suo sfogo restituisce così il peso emotivo di una crisi che non riguarda soltanto i risultati, ma anche l’identità e il futuro di una società amata da generazioni di tifosi.
