Il Consiglio della Fifa si riunisce giovedì 15 ottobre a Zurigo, in una giornata che potrebbe segnare un passaggio importante per il futuro della governance del calcio mondiale. Gianni Infantino ritroverà per la prima volta dopo mesi i suoi principali oppositori, a cominciare da Aleksander Ceferin, presidente della Uefa, e Victor Montagliani, alla guida della Concacaf. Sul tavolo ci sono il piano di redistribuzione delle risorse alle federazioni, il progetto di apertura agli investitori privati e una serie di questioni che hanno alimentato lo scontro tra Uefa e Fifa. Non solo: la riunione arriva a poco più di un mese dalla scadenza per presentare le candidature alla presidenza della Fifa. Al momento Ceferin non ha annunciato una candidatura e Infantino resta l’unico candidato ufficiale alla presidenza.

Fifa, Infantino propone un piano da 6 miliardi di dollari

La Fifa presenterà un piano di sviluppo da circa 6 miliardi di dollari per il ciclo 2027-2030, con l’obiettivo di aumentare le risorse destinate alle 211 federazioni affiliate e alle confederazioni continentali. La proposta prevede fino a 25 milioni di dollari per ciascuna federazione, una cifra superiore alle previsioni iniziali. Per finanziare il programma, l’organizzazione sarebbe intenzionata a utilizzare anche una parte delle proprie riserve, rafforzate dai risultati commerciali dei Mondiali. La mossa arriva dopo la richiesta di Ceferin e Montagliani di aumentare i contributi alle federazioni, con almeno 10 milioni di dollari aggiuntivi per ciascuna. L’incremento dei fondi potrebbe rispondere alle esigenze delle associazioni nazionali, ma si inserisce anche nel confronto sulla gestione delle risorse e sulle decisioni prese dalla presidenza. Il piano dovrà ottenere il via libera degli organi competenti.

Fifa Forward Enterprise: la richiesta di una revisione indipendente

È soprattutto sulla gestione della Fifa che si è consumata la rottura. Al centro delle tensioni c’è il progetto Fifa Forward Enterprise, che avrebbe dovuto aprire la strada a una nuova struttura commerciale legata alla Coppa del Mondo, ma che non è andato in porto. L’ipotesi di coinvolgere investitori privati ha provocato la reazione di diverse confederazioni, preoccupate per il processo decisionale e per il controllo delle risorse. Ceferin, Montagliani e il presidente della Confederazione asiatica, Sheikh Salman bin Ibrahim al-Khalifa, hanno chiesto un intervento sulla governance e una verifica indipendente. Infantino ha promesso di commissionare una revisione esterna, ma, secondo il Guardian, non sono ancora stati chiariti i dettagli dell’iniziativa. A Zurigo i rappresentanti delle confederazioni potranno chiedere chiarimenti.

Infantino, il premio Fifa per la pace a Trump

Tra i punti più controversi c’è il premio per la Pace istituito dalla Fifa e assegnato per la prima volta a Donald Trump nel dicembre 2025, durante gli eventi legati al sorteggio dei Mondiali. La decisione aveva suscitato polemiche e il tema tornerà davanti al Consiglio. Il Guardian segnala inoltre che Infantino potrebbe essere chiamato a rispondere sulle notizie relative alla sua retribuzione.

Secondo il quotidiano britannico, documenti fiscali statunitensi indicherebbero un pagamento aggiuntivo di circa 1,76 milioni di dollari da parte di una società collegata alla gestione dei Mondiali, oltre al compenso riportato nei bilanci della Fifa. L’organizzazione ha respinto le accuse di mancata trasparenza, sostenendo di rispettare gli obblighi di rendicontazione e le norme fiscali applicabili.

Elezioni Fifa, candidature entro il 18 novembre: la Uefa cerca un nome

La partita per la presidenza della Fifa si avvicina a una scadenza decisiva. Il 18 novembre è il termine ultimo per presentare le candidature in vista dell’elezione, in programma il 18 marzo 2027 a Rabat, in Marocco. Al momento Infantino non ha un avversario ufficiale e punta a ottenere un nuovo mandato. Montagliani ha escluso di candidarsi per concentrarsi sulla propria riconferma alla guida della Concacaf, mentre la Uefa non ha ancora individuato un nome alternativo.

Da quanto filtra, sarebbero stati sondati profili di alto livello, tra cui Arsene Wenger e Michele Kang, tuttavia dal cilindro non è stato ancora estratto alcun nome. Ecco, allora, che il confronto di Zurigo diventerà un banco di prova per capire se le richieste dei dissidenti porteranno a cambiamenti concreti. Dal canto suo, Infantino dovrà dimostrare di poter ricomporre le fratture magari già prima del 18 novembre.

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