Ventiquattro reti in nove giornate di campionato, un attacco capace di tenere testa alle grandi del calcio europeo e una città che, finalmente, dopo anni nell’anonimato può tornare realmente sognare. Il Potenza è sicuramente una delle rivelazioni di questo avvio di stagione del girone C di Lega Pro e i suoi numeri raccontano una storia che va ben oltre la Serie C. La squadra di Ivan Tisci viaggia, infatti, a ritmi impressionanti, tanto da piazzarsi alle spalle del solo Barcellona della stella Lamine Yamal nel confronto realizzativo (34 gol contro le 24 messe a segno dai lucani) con le formazioni delle prime tre divisioni dei cinque maggiori campionati europei. Facendo meglio addirittura di Real Madrid (19 reti) e PSG (11) . Un dato che accende i riflettori sui rossoblù e alimenta le ambizioni di una piazza desiderosa di ritagliarsi un ruolo da protagonista.

Una media da stroppiarsi gli occhi. Tisci ha dato un’identità

La media è di 2,67 reti a partita, un bottino che testimonia l’efficacia del reparto offensivo e la capacità dei lucani di trovare con continuità la strada del gol. Il confronto con le big internazionali va naturalmente contestualizzato, considerando il numero diverso di gare disputate e le differenze tra le competizioni. Resta, però, un dato significativo: il Potenza si è ritagliato uno spazio in una classifica nella quale figurano club abituati a calcare i palcoscenici più prestigiosi. Dietro l’exploit c’è il lavoro di Ivan Tisci, chiamato a guidare una squadra che vuole consolidarsi ai vertici del girone C. Il tecnico sta raccogliendo i frutti di un progetto nel quale organizzazione, intensità e ricerca della giocata offensiva rappresentano elementi fondamentali con la formazione lucana che, fin qui, ha affrontato tutte le partite con l’ambizione di imporre il proprio gioco, cercando di sfruttare gli spazi e di coinvolgere più interpreti nella costruzione delle azioni. Il percorso attuale si inserisce inoltre sulla scia di una stagione precedente ricca di soddisfazioni, culminata con la conquista della Coppa Italia di Serie C e con la partecipazione ai play-off (il Potenza è stato eliminato ai quarti di finale dall’Ascoli di Tomei che poi ha vinto la post-season e conquistato la meritata Promozione). Un’esperienza che ha contribuito a rafforzare la fiducia del gruppo e a costruire una base sulla quale provare ad alzare ulteriormente l’asticella.

Selleri e Petrungaro trascinano l’attacco

Tra i protagonisti della sbalorditiva partenza rossoblù spiccano Gabriele Selleri e Luca Petrungaro, entrambi già a quota quattro reti. Accanto a loro c’è D’Auria, elemento d’esperienza che aggiunge qualità e imprevedibilità al reparto. E poi c’è il classe 2002 Matteo Ghisolfi, autore di tre gol in questo avvio di stagione. Ma ciò che rende più curioso il primato dei lucani è un collettivo che sta remando tutto nella stessa direzione alla luce dei diversi interpreti andati a segno (ben dodici nelle prime nove giornate). E in un campionato lungo e logorante, avere più giocatori in grado di fare la differenza può rivelarsi determinante.

Potenza si riscopre ambiziosa

I risultati stanno alimentando anche l’entusiasmo della tifoseria. In una piazza legata profondamente ai colori rossoblù, le prestazioni della squadra rappresentano un motivo di orgoglio e una spinta per guardare con fiducia alle prossime giornate. Il rapporto tra il gruppo e la città può diventare un fattore importante, soprattutto quando il calendario proporrà sfide più complicate e sarà necessario stringere i denti. L’obiettivo resta quello di dare continuità a quanto costruito nelle prime uscite, evitando che l’entusiasmo si trasformi in pressione. La Serie C è, infatti, una competizione in cui gli equilibri possono cambiare rapidamente e ogni punto pesa nella corsa alle posizioni di vertice e alla luce di questo motivo, oltre alla prolificità offensiva, servirà un’importante solidità difensiva per tenere testa alle big del campionato (Salernitana, Bari e Catania su tutte).

Il sogno Serie B prende forma

Nella “città verticale” la parola promozione torna a circolare con maggiore convinzione. La Serie B manca da quasi sessant’anni (era la stagione 1967-68 l’ultima apparizione nel campionato cadetto) e rappresenta un traguardo capace di coinvolgere un’intera comunità. La partenza della squadra di Tisci offre motivi concreti per sperare, pur senza autorizzare previsioni affrettate. Una certezza, almeno per il momento, c’è: il Potenza ha trovato un passo offensivo straordinario e si è guadagnato l’attenzione del calcio italiano. Il Barcellona resta davanti nella speciale classifica delle reti segnate, ma la formazione lucana può già godersi un primato simbolico di grande valore e adesso la sfida è trasformare i numeri in risultati duraturi e continuare a inseguire un traguardo che, giornata dopo giornata, sembra meno lontano.

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