Più l’eredità è importante, più è difficile da raccogliere. Se Palladino poteva sembrare l’erede designato, salvo diversa decisione da parte della dirigenza, Sarri rappresentava un profilo che dava ampie garanzie. Ma la stagione dell’Atalanta fino ad ora non è riuscita ancora a decollare.
- Atalanta ko, tris del Parma
- Contestazione della curva atalantina
- Giuntoli annuncia: squadra in ritiro
- Sarri: meglio stare insieme e parlare
- Atalanta, l’eredità di Gasperini
- Le difficoltà di Sarri
- Atalanta in cerca di continuità
- L’emergenza infortuni
- Il confronto con il passato
Atalanta ko, tris del Parma
La sconfitta interna, pesante e inattesa, contro il nuovo Parma di Gilardino, potrebbe rappresentare un punto di non ritorno: i nerazzurri stanno attraversando una fase di transizione dopo gli anni di Gasperini, e il tecnico toscano non ha ancora trovato la strada per rilanciare la squadra. Tra problemi fisici, difficoltà difensive e un gruppo ancora in fase di adattamento il percorso si sta rivelando più complicato del previsto.
Contestazione della curva atalantina
L’ultimo 0-3 subito in casa dall’Atalanta fu proprio l’anno scorso contro il Sassuolo, e portò all’esonero di Juric, con due punti in più rispetto a quanti ne abbia ora la squadra, una sconfitta e tanti pareggi e fronte dei 5 ko di quest’anno. Il Parma ha vinto meritatamente, sebbene Daffara abbia compiuto più di un intervento importante: ma i ragazzi in nerazzurro sono apparsi scarichi, poco incisivi e spesso confusionari. E il pubblico non ha mancato di sottolinearlo: fischi alle sostituzioni e naturalmente al triplice fischio, per quanto il sostegno durante i 90′ non sia mai mancato. E nel finale, squadra chiamata a gran voce sotto la curva e pesantemente contestata. La classifica ormai parla chiaro: 11 punti, tredicesimo posto, troppo poco per una squadra che solo tre anni fa vinceva l’Europa League strabiliando l’Europa.
Rivivi qui le emozioni di Atalanta-Parma
Giuntoli annuncia: squadra in ritiro
Ai microfoni si è presentato il ds dell’Atalanta Cristiano Giuntoli: “Chiediamo scusa ai nostri tifosi, il secondo tempo è stato inaccettabile. Vengo a nome della proprietà e della società, dobbiamo lavorare ancora molto, testa bassa e da domani tutti in ritiro, lo abbiamo deciso insieme al mister. D’accordo i tanti assenti, ma non possiamo accettare il secondo tempo di oggi. Sarri? Siamo tutti in discussione, la prestazione di oggi è da imputare a tutti, società, staff, allenatore e giocatori”.
Sarri: meglio stare insieme e parlare
Ai microfoni è arrivato anche il tecnico Maurizio Sarri. “Abbiamo fatto i primi 40′ di ottimi livello, partita in mano, poi preso gol su palla ferma e pagato le conseguenze in maniera pesante. Siamo poi rientrati male, quindi da lì il secondo tempo che si accetta male. Chiediamo scusa a società e tifosi per questo secondo tempo: non si può essere così fragili difensivamente e mentalmente. Meglio stare insieme qualche giorno e parlare”.
“Ci è venuta paura, ci siamo innervositi e abbiamo pagato le conseguenze. Avevamo tutto il tempo per rimetterla a posto, invece siamo andati in paura e abbiamo fatto quello che abbiamo fatto. Vogliamo uscire da questa situazione, qui mi trovo benissimo e mi sento in debito con la società, mi piacerebbe tirarli fuori da questo momento di difficoltà. Mi aspettavo qualche difficoltà venendo qui dopo un lungo ciclo, poi ci sono state altre problematiche, non mi aspettavo questa fragilità mentale, nervosa, emotiva. Per il resto erano prevedibili, a parte i tanti infortuni, poi se ne sono aggiunte altre”.
Atalanta, l’eredità di Gasperini
Il club bergamasco è chiamato a ritrovare ambizioni e continuità dopo una stagione complicata e soprattutto dopo il lungo ciclo di Gian Piero Gasperini. Un’eredità pesante, non soltanto per i risultati raggiunti, ma anche per un’identità di gioco diventata negli anni il marchio di fabbrica della squadra. Sarri è arrivato a Bergamo con l’obiettivo di avviare un nuovo progetto, puntando sul possesso palla, sulla costruzione dal basso e su un’organizzazione tattica differente rispetto al passato. La trasformazione, però, richiede tempo. E i primi mesi hanno evidenziato quanto sia difficile cambiare abitudini consolidate, soprattutto in una rosa costruita per interpretare un calcio molto diverso.
Le difficoltà di Sarri
Le difficoltà emergono soprattutto nell’equilibrio tra le due fasi. L’Atalanta alterna momenti in cui riesce a sviluppare una manovra interessante ad altri in cui perde compattezza, concede spazi agli avversari e fatica a mantenere il controllo della partita. Sarri chiede ai suoi di difendere più alti, di muovere il pallone con maggiore precisione e di costruire occasioni attraverso il possesso. Ma la squadra non sempre riesce a tradurre sul campo queste indicazioni.
Anche il tecnico ha riconosciuto la necessità di un ulteriore salto di qualità. Dopo la sconfitta per 2-0 contro la Juventus, aveva sottolineato i progressi sul piano tecnico e tattico, evidenziando però la mancanza di coraggio, entusiasmo e iniziativa. Un aspetto che pesa soprattutto quando l’Atalanta è chiamata a prendere in mano la partita e a imporre il proprio gioco.
Atalanta in cerca di continuità
I risultati raccontano un avvio discontinuo. Dopo le difficoltà delle prime giornate e una serie di tre sconfitte consecutive in campionato, la Dea aveva provato a rilanciarsi con i successi contro Venezia e Pafos. Le ultime uscite, tuttavia, hanno nuovamente messo in evidenza i problemi: il pareggio per 4-4 contro il Frosinone e quello per 2-2 sul campo della Fiorentina hanno confermato una squadra capace di trovare la via del gol, ma ancora troppo vulnerabile quando deve proteggere il risultato. Anche la sconfitta per 2-0 contro l’Ajax in Conference League ha rappresentato un altro campanello d’allarme.
L’emergenza infortuni
A rendere ancora più difficile il percorso dell’allenatore ci sono i numerosi problemi fisici. L’infermeria si è progressivamente riempita, privando Sarri di diversi elementi importanti e riducendo le possibilità di lavorare con continuità sulla formazione titolare. Tra gli indisponibili figurano giocatori come Scamacca, Bellanova, Hien, Kossounou, Kolasinac, Kessié, oltre a Raspadori, fermato da un nuovo problema muscolare. Una situazione che condiziona inevitabilmente le scelte tecniche e la possibilità di trovare automatismi. Il calendario fitto, gli impegni europei e le partite delle Nazionali hanno ulteriormente complicato la gestione delle energie. Sarri ha più volte manifestato preoccupazione per la frequenza degli infortuni, collegandola anche ai ritmi sempre più intensi del calcio moderno e alla difficoltà di recuperare adeguatamente tra una partita e l’altra.
Il confronto con il passato
Il paragone con l’Atalanta di Gasperini è inevitabile, ma rischia anche di diventare un ostacolo. Per anni la squadra bergamasca ha costruito la propria forza su intensità, aggressività, marcature individuali e capacità di attaccare gli spazi con tanti uomini. Sarri propone principi differenti e ha bisogno che i giocatori assimilino nuovi movimenti e nuove letture. Non si tratta soltanto di cambiare modulo, ma di modificare il modo di interpretare le partite.
