Quale che sia la finalità ultima della modalità di esternazione di Luciano Spalletti ai microfoni nel post partita della Juventus, l’Europa rimane uno degli obiettivi di una stagione incominciata con le migliori intenzioni. Ma perché si traduca in una volontà corale manca quel valore aggiunto, quella capacità di messa a terra che a tratti sembra latente. La Juventus spallettiana alterna fasi di up ad altre di incomprensibile disorientamento. Poi c’è un secondo tema, oltre all’andamento altalenante tra campionato e Europa League del rendimento di questo undici, cioè quale formazione scegliere e sostenere in attesa del vero, autentico riferimento di una Juve qualsiasi.
- La rinuncia più grande della Juventus
- La visione di Spalletti dopo l’Europa League
- Il caso Woltemade, l’undici pre Lazio
- La visione di Gattuso e la rinascita di Frattesi
La rinuncia più grande della Juventus
Come è noto, Kenan Yildiz è stato costretto a un delicato intervento e la sua ripresa potrebbe essere più lunga di quanto preventivato l’estate scorsa quando ancora l’operazione era una delle alternative possibili. C’è da aggiungere che, secondo quanto riportato dai principali quotidiani, e mai sconfessato dai fatti per Yildiz la Juventus non forzerà. Perché il ragazzo è il capitale umano e sportivo più importante della società che non intende privarsi di un gioiello che ha una sua valenza e che potrebbe tornare operativo quindi solo a inizio 2027. Dipenderà tutto da come potrà progredire, in termini concreti, il suo recupero sotto l’egida sempre e comunque di un club che intende preservarlo, proteggerlo.
La visione di Spalletti dopo l’Europa League
Dunque, come potrebbe gestire la situazione Spalletti? L’imbarazzo potrebbe scaturire a prescindere, stando ai risultati europei e da come si voglia interpretare quanto detto a Conceicao o sulle riflessioni a microfono aperto sulla prestazione bianconera contro gli avversari del Celta Vigo e una rimonta a tratti insperata. Lucio non è un allenatore frenato nelle scelte dalle emozioni.
Sa inventare, creare e costruire dinamiche e schemi inediti in base alle necessità ma è altrettanto severo sul rigore e la disciplina da tenere. Di certo meglio in Europa League, competizione in cui le vittorie (2) quest’anno ci dicono tanto al pari della classifica (6 punti), che in campionato. Contro la Lazio di Rino Gattuso, ex ct azzurro a sua volta, ci sarà da ragionare e da capire se farà turnover o meno. Di certo ci sarà all’Allianz Stadium Bremer, ma poi anche Lucumi, Nico e Kolo Muani.
Il caso Woltemade, l’undici pre Lazio
Ispira salvezza anche la possibilità che ci sia quel Woltemade, magari in panchina, da inserire al momento opportuno e da considerare pur rivedendo un po’ il modulo che Spalletti potrebbe cambiare o modificare anche a partita in corso, davanti a un simile avversario. La coppia potrebbe funzionare, con le dovute differenze e con la consapevolezza che c’è stata della scelleratezza nel Celta Vigo.
Contro la sorprendente Lazio di questi mesi non si può rinunciare a provarci. E forse in quest’ottica, si può rimettere i big con qualche innesto giusto posto quanto sappiamo già sugli indisponibili per i bianconeri ovvero Yildiz come anche Thuram, Ekhator, Locatelli, Grabara e Owusu.
Secondo quanto riferiscono Tuttosport e la Gazzetta potrebbe essere effettuato un provino alla Continassa per stabilire il rientro di Boga. Come anche la possibilità di affidare a Zhegrova una possibilità. Tante opzioni, alternative che girano attorno al 3-4-2-1 iniziale e su cui c’è da essere cauti perché lo stesso Boga torna in campo dopo un problema muscolare e uno stop significativo.
La visione di Gattuso e la rinascita di Frattesi
Meno tormentata, forse, la visione di Gattuso per la sua Lazio che sperimenta ma non troppo con un 4-3-3 che abbiamo imparato a capire, a studiare e che ha consentito la rinascita di Frattesi. Meno dubbia, a nostra avviso e oggi, la formazione biancoceleste con Noslin più ansioso, mentre in difesa Doekhi prova a insidiare Sutalo ancora presente nell’undici previsto.
A Torino si gioca un match da primato, per lo Stadium ma che non riguarda solo la classifica ma chi quelle squadre in campo le guida, le plasma e si accolla il rischio di un risultato che non passerà inosservato.
