Tira aria pesante a Torre Annunziata. Dopo la contestazione dei tifosi allo stadio Alfredo Giraud in seguito al deludente pareggio contro il Cosenza, è intervenuto sui social anche Emanuele Filiberto. Duro lo sfogo del principe, che ha difeso il progetto Savoia e il presidente Nazario Matachione. Ma il post del principe ha finito per generare nuove polemiche.
- Savoia, la contestazione dopo l’entusiasmo per la promozione in C
- Emanuele Filiberto, duro sfogo social: “I calciatori non lo faranno più”
- Il principe, Torre Annunziata e quella riflessione amara
- Crisi Savoia, la reazione dei tifosi allo sfogo di Emanuele Filiberto
Savoia, la contestazione dopo l’entusiasmo per la promozione in C
Solo pochi mesi fa la città vesuviana era in festa per celebrare una promozione in Serie C attesa da 11 anni. Ma l’entusiasmo ha ben presto ceduto il passo alla contestazione, esplosa dopo l’1-1 con il Cosenza. Probabilmente i tifosi speravano in un altro tipo di campionato, invece il club di Torre Annunziata nei bassifondi del Girone C con 11 punti conquistati in altrettante giornate. Sotto accusa sono finiti soprattutto il mercato condotto dalla società e l’allenatore Alessandro Formisano. Ed è in questo contesto che si inserisce la presa di posizione di Emanuele Filiberto.
Emanuele Filiberto, duro sfogo social: “I calciatori non lo faranno più”
“Quello a cui ho assistito ieri sera mi ha profondamente amareggiato. Abbiamo pareggiato, non perso, contro una società importante e storica. Siamo lì, a competere per i nostri obiettivi. Eppure, dopo tutti i sacrifici fatti, ho assistito a scene che trovo incomprensibili”. Esordisce così il principe nel lungo post sui social rivolto alla piazza oplontina. “Le contestazioni non sono iniziate ieri. Ci hanno accompagnato in tutte e tre le stagioni della nostra gestione, persino in quella della vittoria. E questo dovrebbe far riflettere. Il Savoia ha 118 anni di storia. Il mio cognome e il mio stemma ne custodiscono oltre mille. E so bene cosa significhi difendere una storia. Da oggi una decisione chiara: basta calciatori sotto la curva a rispondere alle contestazioni. I nostri ragazzi devono pensare a giocare. A proteggerli ci pensiamo noi”.
Il principe, Torre Annunziata e quella riflessione amara
Da Emanuele Filiberto arriva il sostegno totale all’operato del presidente. Il principe ricorda: “Onore al mio amico Nazario Matachione, al mio presidente, a un uomo vero che ieri si è messo davanti a tutti per proteggere i calciatori, la squadra e il nostro progetto. Abbiamo riportato il calcio professionistico a Torre Annunziata e acceso le luci dello stadio. E quando ci è stato chiesto di non lasciare al buio la festa della Madonna della Neve, abbiamo detto sì, contribuendo a illuminare il cielo della città”.
Il principe prosegue e dalle sue parole traspare amarezza: “Il nostro impegno non si ferma al campo. È anche amore e rispetto per Torre Annunziata e le sue tradizioni. Venerdì abbiamo portato in città Catello Maresca, un uomo che ha combattuto la criminalità organizzata. Forse qualcuno avrebbe preferito altro. Oggi comprendo meglio quegli imprenditori che ci dicevano: ‘Ma chi ve lo fa fare? Tanto non saranno mai grati’. Ma non confonderò mai una minoranza rumorosa con un’intera città. Alle polemiche continueremo a rispondere come abbiamo sempre fatto: con i fatti”.
Crisi Savoia, la reazione dei tifosi allo sfogo di Emanuele Filiberto
Le parole di Emanuele Filiberto non potevano lasciare indifferenti i tifosi del Savoia. “Ci mancavi solo tu, il quadro è completo. Dite sempre le stesse cose, ormai siete carta conosciuta. Quest’anno avete fallito. Siate più umili e scendete dal piedistallo”, commenta Gianni su Facebook. Domenico rincara la dose: “Chi paga ha il diritto di contestare. Non vogliamo vincere sempre e per forza, ma quantomeno vogliamo vedere la maglia sudata”. Ciro non fa sconti: “Noi non siamo i Savoia, noi siamo il Savoia. Devi portare rispetto a questa squadra e alla città. Fate calcio, questa è l’unica cosa che vi chiediamo”. Carlo prova a mediare tra le parti: “Tutti questi comunicati non fanno bene, anzi. La società e la tifoseria devono essere coese il più possibile per raggiungere l’obiettivo della salvezza”.
