Nonostante l’emergenza, il Milan ha vinto e convinto al Bluenergy Stadium, battendo 2-0 l’Udinese in crisi sotto la guida di Runjaic. I rossoneri si lasciano alle spalle l’euro-figuraccia col Bournemouth e conquistano tre punti pesanti, perché la vetta occupata da Inter e Lazio dista sempre quattro lunghezze. La squadra di Amorim, ancora imbattuta dopo otto giornate, può competere per lo scudetto? Lo ha chiesto Fabio Caressa a Sky Calcio Club: ecco il pensiero di Billy Costacurta, Beppe Bergomi e Luca Marchegiani.
- Il Milan è da scudetto? Per Costacurta non ancora
- Qual è il problema di Amorim secondo Bergomi e Marchegiani
- Perché Maignan è stato fischiato a Udine
Il Milan è da scudetto? Per Costacurta non ancora
Per Costacurta, leggenda rossonera, il Diavolo non è ancora in grado di competere per il tricolore. L’ex difensore è comunque ottimista: “I giocatori seguono l’allenatore, ma non vedo ancora una squadra da scudetto. Credo che ce ne siano un paio davanti”. Poi sottolinea: “Questa è una squadra che promette. C’è tanta corsa in avanti: vanno continuamente, con o senza palla”.
Qual è il problema di Amorim secondo Bergomi e Marchegiani
Ad aprire il discorso è Marchegiani, che, pur esaltando la prestazione del Milan in una situazione di totale emergenza, ha rimarcato come il più grande difetto della rosa a disposizione di Amorim sia la mancanza di alternative. “Non ha cambi all’altezza in alcuni ruoli chiave”, ha detto l’ex portiere, riferendosi soprattutto al vice Goncalo Ramos. “In questo momento Camarda non è allo stesso livello del portoghese”. Bergomi è d’accordo: “Mi sembra l’unico reparto critico, perché in difesa e sulla trequarti le opzioni non mancano”.
Perché Maignan è stato fischiato a Udine
Maignan è stato fischiato dai tifosi dell’Udinese fin dall’inizio della partita. Non è una contestazione che nasce per caso, ma è legata a un episodio avvenuto in Friuli che risale al 20 gennaio 2024. In quella circostanza, il portiere francese denunciò di aver ricevuto insulti razzisti dagli spalti e decise di lasciare il rettangolo verde, dopo aver segnalato quanto stava accadendo all’arbitro e ai compagni di squadra.
La gara venne interrotta per alcuni minuti e riprese solo in un secondo momento, quando il francese fece ritorno in campo convinto anche dall’allora allenatore del Milan Pioli. Per l’Udinese arrivò una sanzione: una partita a porte chiuse, mentre i responsabili identificati furono banditi a vita dallo stadio.
