Clamoroso al Mapei. Il Sassuolo batte la Juventus 3-2 e accade tutto nel secondo tempo. Nella prima frazione di gioco i bianconeri faticano a rompere la prima pressione avversaria. Douglas Luiz e Koopmeiners si abbassano a turno (il brasiliano maggiormente) per ricevere palla ma senza costruire dinamiche di gioco di rilievo. Il centrocampo di Spalletti sembra male assortito, complici assenze e una rosa comunque ancora migliorabile nonostante il mercato. Gli spunti arrivano dagli esterni: Alajbegovic e Conceicao, con il generoso contributo di Nico Gonzalez. I neroverdi sono ordinati e concedono pochi spazi. Matic detta tempi e dà l’ordine, Lipani e Thorsvedt non sono certamente da meno. Tutto sommato, però, si vede una partita inespressa.

Nella ripresa il copione cambia radicalmente. Matic oltre a dominare è anche un perfetto assist-man per Esposito che è puntuale anche come bomber. Spalletti trova dalla panchina una risorsa inattesa per rimettere in piedi la gara: il migliore nella Juve è Zhegrova che segna addirittura una doppietta con la quale vanifica il doppio vantaggio dei padroni di casa con la rete del 2-1 che era stata segnata da Bowie. Nel finale sbuca l’ex Adzic per la vendetta più classica e più amara. Zhegrova e Adzic, i due volti della partita inevitabilmente collegati alle scelte di Spalletti: mettere fuori il primo dalla lista Europa League cercandogli una sistemazione fino all’ultimo e mandare via il secondo.

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