Deve essere una giornata particolarmente difficile quella di Kylian Mbappé che, dopo il secondo posto nella classifica del Pallone d’Oro 2026 alle spalle di Harry Kane, è finito al centro di una gigantesca polemica in Cina. La superstar del Real Madrid, infatti, si è vista annullare due importanti accordi pubblicitari. Il motivo? A primo impatto potrebbe sembrare assurdo: una risposta non gradita a un meme.

Altro che meme! Pioggia di polemiche in Cina

‘Kylian dictator’ da diverse settimane è uno dei meme più famosi di Tiktok. Per chi non l’avesse mai visto, si tratta di una serie di fotomontaggi della faccia dell’attaccante francese su delle immagini di vari colonnelli e generali dell’esercito. I tifosi, infatti, pensano che l’ex PSG sia particolarmente autoritario all’interno dello spogliatoio del Real Madrid, e hanno cominciato a scherzarci sopra definendolo ‘dittatore’. Da qui sono nate battute, video fatti con l’intelligenza artificiale e chi più ne ha più ne metta. Lo stesso Mbappé in una recente intervista, che è diventata virale in Cina, ha rivelato che i meme su di lui che più lo fanno ridere sono quelli in cui la sua faccia è stata messa su quella “di un tipo, credo sia un dittatore cinese”. Questa frase è stata l’inizio della fine, perché quel ‘tipo’ che Mbappé ha definito ‘dittatore’ era in realtà Mao Zedong, leader fondatore della Repubblica Popolare Cinese, morto nel 1976.

“Guigui” scaricato dai brand cinesi: i durissimi comunicati

In Cina le battute su Mao sono estremamente malviste e per questo sui social si è scatenata una vera e propria bufera contro l’attaccante francese. O meglio, contro ‘Guigui’. Questo è il soprannome cinese del classe 1998, che significa “tartaruga”, riferimento a un altro meme nato sui social secondo cui Mbappé sarebbe simile a una delle Tartarughe Ninja. Polemiche che hanno spinto il colosso delle bevande Dongpeng e quello caseario Mengniu a interrompere immediatamente le loro collaborazioni con il bomber del Real Madrid. Il francese, che fino a questo momento era molto popolare in Cina, era il volto dei due marchi su bottiglie e pubblicità, in particolare durante i Mondiali 2026. Dongpeng in un comunicato ha detto: “La nostra azienda si oppone fermamente e adotta una politica di tolleranza zero nei confronti di qualsiasi comportamento che offenda i sentimenti nazionali“. Mentre Mengniu ha aggiunto: “Con effetto immediato, la nostra azienda interromperà ogni forma di collaborazione con Kylian Mbappé. Mengniu si oppone fermamente e adotta una politica di tolleranza zero nei confronti di qualsiasi parola o azione che ferisca i sentimenti del popolo cinese“.

Oltre la battuta: le parole di Mbappé

In un’intervista rilasciata a settembre 2026 a L’Equipe, Mbappé aveva già parlato di questo famoso meme di Tiktok, ridendoci sopra ma avvertendo anche sui possibili risvolti negativi della questione: “C’è una parte della questione che fa sorridere. Si capisce che, per alcune persone, è tutto uno scherzo innocente. Ma c’è anche un’altra parte che è un po’ meno divertente, perché si tratta di persone che, nel corso della storia, hanno causato grandi sofferenze. Essere paragonati a individui che hanno ucciso altre persone o che hanno provocato sofferenze a milioni e milioni di esseri umani… Beh, non credo di aver mai fatto nulla del genere in vita mia“. Parole che lette oggi diventano ancora più attuali, perché proprio quella battuta, all’apparenza innocua, ha fatto arrabbiare un’intera nazione e ha portato Mbappé a perdere due importanti collaborazioni. Prima il Pallone d’Oro e poi questo: due pesanti delusioni nel giro di 24 ore per la superstar del Real Madrid.

Le scuse di Mbappé

Un caso diventato quasi politico, al punto che Kylian Mbappé è stato costretto a scusarsi: “Nel corso di una recente intervista ho reagito a un’immagine che mi ritraeva ma le mie parole sono state maldestre e capisco che hanno ferito molte persone in Cina e nella comunità cinese in tutto il mondo. Porgo le mie scuse a tutti quelli che si sono sentiti offesi. Non era assolutamente mia intenzione. Nutro profondo rispetto per il popolo cinese e mi dispiace sinceramente”.

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