È stata una mossa “alla Conte” quella di Luciano Spalletti contro il Lecce: diverse motivazioni, dagli infortuni ai problemi in zona gol, hanno spinto il tecnico a scegliere per la sua Juventus il 3-5-2 tanto caro al collega salentino.

Juventus, la mossa “alla Conte” di Spalletti

Per la gara contro il Lecce Luciano Spalletti sembra essersi quasi ispirato ad Antonio Conte e alla sua Juventus per risolvere i problemi dei bianconeri. Il riferimento più evidente a quella squadra sta, ovviamente, nell’inedito modulo scelto dal tecnico toscano: il 3-5-2. Ma al di là del sistema di gioco, ci sono anche altri principi che la Juve di oggi pare aver tratto dal passato: su tutte, il favorire gli inserimenti e le conclusioni dei centrocampisti.

La spinta degli infortuni

Ma perché Spalletti ha optato per la svolta “contiana” della Juventus? Le ragioni sono molteplici e la prima è legata alla valanga di infortuni che ha colpito i bianconeri. Senza Kenan Yildiz, Francisco Conceiçao e Nico Gonzalez, Spalletti si è ritrovato privo dei suoi esterni d’attacco più in forma: invece che insistere su un Kerim Alajbegovic ancora acerbo e un Jeremy Boga appena ristabilitosi dai suoi guai muscolari, il tecnico della Juventus ha percorso la strada più semplice, ovvero un modulo senza esterni.

Sfruttare Woltemade e Kolo Muani

Il passaggio dal 4-2-3-1 e dal 3-4-2-1 al 3-5-2 può apparire una mossa più conservativa, ma in realtà col nuovo sistema di gioco Spalletti puntava a risolvere l’altro grande problema della Juventus: il gol. Un problema causato anche dagli errori commessi sul mercato: né Nick Woltemade né Randal Kolo Muani, i due centravanti arrivati in estate, hanno infatti le caratteristiche da finalizzatore puro che tanto sarebbe servito alla Juve. Il 3-5-2 ha permesso a Spalletti di sfruttare al meglio le caratteristiche dei due, schierati insieme e chiamati ad alternarsi nel corso della gara nel ruolo di prima punta.

I gol dai centrocampisti

Il nuovo sistema ha consentito a Woltemade e Kolo Muani di svariare lungo tutto il fronte d’attacco, come piace a entrambi, e di sfruttare al meglio le proprie caratteristiche. Al contempo, il 3-5-2 ha liberato le mezz’ali con un meccanismo propriamente “contiano”: se le punte si muovono, tocca ai centrocampisti inserirsi in area e cercare il gol, oppure sfruttare il loro lavoro di sponda per andare al tiro dal limite. In questo senso, le reti di McKennie e Douglas Costa – oltre alle altre azioni costruite dalla Juventus – dicono che Spalletti è sulla strada giusta.

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