L’avvento di Davide Nicola sulla panchina del Venezia equivale ad affidarsi uno specialista dell’affrontare l’intervento in corso d’opera, perché l’allenatore ha acquisito esperienza e preparazione nell’arco di questi anni nell’intervenire e, magari, realizzare gli obiettivi a campionato in corso. Non è cosa che riesce a chiunque. La sua è una specializzazione scomoda. Perché richiede calma, qualità e spessore nella relazione e quel pizzico di propensione al rischio che appartengono a Nicola. Un tecnico che subentra a Giovanni Stroppa, l’eroe della cavalcata trionfale in serie B che non è riuscito sbloccare la situazione nelle prime sei giornate di campionato di Serie A. L’ufficialità è arrivata nella serata del 14 ottobre, ma era già stato di fatto annunciato l’avvicendamento.
- Chi è Davide Nicola, allenatore del Venezia
- Da calciatore a tecnico
- La perdita del figlio Alessandro
- L’Italia in bicicletta
Chi è Davide Nicola, allenatore del Venezia
Davide Nicola, classe 1973, allenatore capace di sostenere la complessità nell’arrivare in corsa è una figura che nel calcio contemporaneo si è ritagliato una sua identità. Oltre a questa sua peculiarità, da ex calciatore, ha acquisito l’esperienza umana e professionale utile a centrare l’obiettivo salvezza che appartiene di norma alle debuttanti nel massimo campionato. Certo, nel suo recente passato la Cremonese con l’epilogo finale dell’esonero non è stato felice e ha interrotto una serie impressionante di cavalcate salvezza, alcune in condizioni davvero proibitive, spesso terminate però senza la riconferma di Nicola.
Da calciatore a tecnico
Legata a questa sua storia di fatica e imprese straordinarie, sul piano calcistico, il riflesso della sua esistenza. Quando risalì l’Italia conosciuto da calciatore e da allenatore, dallo Ionio al Tirreno in bicicletta una tappa al giorno ha realizzato quanto aveva promesso a suo figlio Alessandro: Crotone, Bari, Andria, Pescara, Ancona, Livorno, Genova, Torino, davanti allo stadio Filadelfia. Tutto questo per scommessa, per ostinazione e per salire su quella bicicletta che ama e continua ad amare.
Nonostante quanto accaduto a suo figlio, scomparso ad appena 14 anni in un incidente stradale: un evento senza parole per spiegare e definirlo e che ha mutato il senso delle cose, la loro profondità. La sua famiglia è splendida, il pilastro della sua esistenza. Sposato con Laura, la compagna di una vita con lei ha avuto cinque figli: Tommaso, Alessandro, Daniel e Valentino i figli maschi, Giulia l’unica femmina. Nel 2014 la tragedia di Ale segna la loro vita, in modo irreversibile.
La perdita del figlio Alessandro
In una rara dichiarazione, in un’intervista rilasciata a Repubblica anni fa, Nicola aveva tentato di fissare, per quanti lo avrebbero letto, l’esatto movimento delle emozioni successive alla perdita terrena di Alessandro, il suo secondogenito così come avvenuta.
Senza preavviso, senza tempo: “Quel giorno, a parte il dolore che ti strappa le viscere, mi si è bloccato il tempo. E in quel preciso istante, mentre guardavo la scena, di cui ricordo ogni infinitesimo particolare compresi la forma e il colore delle pietre del selciato, ho capito di colpo chi ero, quello che volevo, quello che temevo. Mi sono sentito un gigante con tanti lillipuziani intorno e un lillipuziano circondato da giganti. Ora, io ho metabolizzato il fatto che Alessandro non sia più con noi e che c’è un tempo di vita per tutti. Ma so che lui mi ha insegnato più cose di chiunque altro nella mia vita”.
L’Italia in bicicletta
In una lettera struggente, Nicola ha tradotto quella sofferenza incontenibile e trasbordante in parole. Quell’anno stesso, il tecnico ha preso la biciletta e ha deciso di fare, sensibilizzare le persone a una maggior attenzione per la sicurezza stradale: a sostenerlo, oltre a tre compagni di viaggio, sono state due Onlus che si occupano di mobilità sicura e sostenibile sulle nostre strade. Per Ale, che ha insegnato a vivere a suo padre, come per Michele Scarponi e Nicky Hayden morti sulla strada. E ai quali il tecnico ha offerto la sua volontà, la sua presenza.
