Il Real Madrid esce allo scoperto e prova a limitare i danni, ma le scuse non bastano a placare la Cina. Dopo il caso esploso per una battuta di Kylian Mbappé su Mao Zedong, anche il club spagnolo ha pubblicato un comunicato per chiedere perdono al popolo cinese. La presa di posizione della Casa Blanca fa seguito alle scuse dello stesso attaccante, reduce dalla delusione per il mancato Pallone d’Oro, e all’intervento del presidente della Liga, Javier Tebas. Pechino, però, non arretra di un centimetro: le trasmissioni del campionato spagnolo restano sospese. La vicenda rischia di trasformarsi in un problema non soltanto d’immagine, ma anche economico per il club di Florentino Perez.
- Real Madrid, le scuse ufficiali alla Cina: il comunicato del club
- La Cina non perdona Mbappé: la Liga resta oscurata
- Real Madrid, quanto rischia di perdere per la gaffe di Mbappé
Real Madrid, le scuse ufficiali alla Cina: il comunicato del club
Il Real Madrid ha deciso di intervenire pubblicamente per prendere le distanze dalle parole di Mbappé. Nel comunicato diffuso sul proprio sito, la società ha espresso le proprie scuse per il malessere provocato dalle dichiarazioni del francese, ribadendo il rispetto per la storia, la cultura e i cittadini cinesi.
Il club ha inoltre ricordato il legame con milioni di tifosi asiatici che seguono e sostengono la squadra. Per il Real, la priorità è evitare che una vicenda nata da una battuta infelice della sua stella si trasformi in una frattura duratura con un mercato strategico. La società ha concluso il messaggio auspicando di rafforzare i rapporti di amicizia con la Cina, ma la risposta delle autorità mediatiche del Paese è stata negativa.
La Cina non perdona Mbappé: la Liga resta oscurata
Le scuse del Real Madrid non hanno convinto il gruppo radiotelevisivo statale cinese, che ha confermato la sospensione delle trasmissioni della Liga. Secondo Pechino, le parole di Mbappé hanno superato i limiti della libertà di espressione e pertanto il club non può sottrarsi alle proprie responsabilità. La controversia è nata da un passaggio del podcast “The Bridge”, condotto dal compagno di squadra Aurelien Tchouameni, nel quale il centravanti della nazionale francese aveva indicato come meme più divertente quello che sovrapponeva il suo volto a quello di un dittatore cinese.
L’immagine richiamava Mao Zedong, fondatore della Repubblica popolare cinese. La reazione è stata durissima: oltre alle restrizioni sui contenuti legati al giocatore, sono arrivati anche gli stop ai suoi accordi commerciali con aziende cinesi. La Liga ha provato a intervenire con le scuse di Javier Tebas e un contatto diplomatico con l’ambasciatore cinese, ma al momento non si è registrata alcuna retromarcia sulla decisione di non trasmettere le partite del massimo torneo spagnolo.
Real Madrid, quanto rischia di perdere per la gaffe di Mbappé
Il danno potenziale per il Real Madrid va ben oltre la questione televisiva. Secondo Marca, tra il 10 e il 15% delle vendite di merchandising del club arriva proprio dal mercato cinese. Una fetta significativa degli affari legati ai prodotti ufficiali, soprattutto considerando che la maglia di Mbappé è la più venduta tra quelle dei giocatori madridisti.
Un eventuale boicottaggio prolungato potrebbe quindi provocare perdite importanti per la società di Florentino Perez, mettendo a rischio una parte del giro d’affari legato al merchandising. Il presidente del Real cerca una via d’uscita, perché la posta in gioco è alta anche sul fronte delle sponsorizzazioni e della visibilità internazionale. Non solo: lo stop imposto alle partite della Liga rischia inoltre di danneggiare l’intero movimento calcistico spagnolo.
