Triplice fischio. Non sul terreno di gioco, ma su una sessione di calciomercato intensissima che, alle ore 20:00 di ieri sera, ha visto chiudersi ufficialmente i battenti dell’Hotel Sheraton di Milano. Cala così il sipario su trattative estenuanti, trattative sfumate e colpi di scena da fantacalcio. Come sempre, il verdetto del box office estivo parla chiaro: c’è chi si è notevolmente rinforzato alzando l’asticella verso la promozione diretta, chi ha dovuto ridimensionarsi e chi ha condotto una sessione ben al di sotto delle aspettative. Nel tourbillon emotivo che da sempre caratterizza la Serie B, andiamo ad analizzare nel dettaglio chi si è mosso meglio.

Squadre che puntano alla A: Cremonese, Palermo e Sudtirol

Il calcio non è una scienza esatta e il campo emette sempre verdetti imprevedibili. Tuttavia, carte alla mano, è fuori discussione che Cremonese, Palermo e Südtirol abbiano allestito alcune tra le rose più competitive dell’intero campionato cadetto.

I risultati della Cremonese sono stati fin qui altalenanti — eccezione fatta per la vittoria in Coppa Italia — ma i grigiorossi vantano una struttura fortissima in tutti i reparti, con qualità, esperienza e ricambi di primo livello. L’unica piccola incognita potrebbe riguardare l’attacco, reparto comunque assolutamente competitivo, ma forse leggermente meno devastante rispetto agli altri settori. Vogliacco, Berti e Gerli rappresentano i veri e propri “colpacci” della sessione, mentre Adin Licina è quella scommessa ad alto potenziale che, se vinta, potrebbe rivelarsi un giocatore di categoria superiore.

Il Palermo, dal canto suo, punta dritto alla Serie A senza voler passare dalla roulette russa dei playoff. Il mercato rosanero è stato superlativo: poter schierare elementi del calibro di Strefezza e Perin è un lusso che nessun’altra rivale può permettersi. Forse manca un regista puro, ma nel complesso mister Inzaghi può contare su ricambi all’altezza, seconde linee di qualità e colpi da novanta. Fondamentale, inoltre, lo sfoltimento della rosa: quasi tutti i profili fuori dal progetto sono stati piazzati altrove.

Altrettanto lodevole è il lavoro svolto a Bolzano dal giovanissimo ds Lovati, capace di firmare una vera e propria rivoluzione tecnica in pochi mesi. L’arrivo di Possanzini in panchina porta in dote il 4-2-3-1 come nuova filosofia tattica, accantonando il classico 3-5-2. Plizzari garantisce blindatura tra i pali, Giorgini a un milione è un’operazione da intenditori e il giovane Okoro ha numeri importanti. Infine, innesti come Pyyhtia, Vasic e Zeroli aggiungono la freschezza e l’energia giuste per sognare in grande.

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Squadre che si sono rafforzate

Ascoli, Hellas, Juve Stabia, Mantova, Modena, Padova, Pisa e Vicenza si sono mosse con grande intelligenza, mettendo a segno innesti sostanziali.

La “Regina delle Marche” quest’anno si candida a spina nel fianco per chiunque, forte soprattutto dell’arrivo di Brunori, senza dubbio il colpo da novanta messo a disposizione di mister Tomei. A Verona l’avvio di stagione è stato a rilento, ma Baroni resta uno dei tecnici top della categoria. Il ds Sogliano ha operato alla sua maniera, mixando certezze e scommesse intriganti: Zappa, Le Borgne, Mulattieri ed Ekuban. Montipò ha invece salutato, rimanendo in A con i rivali della Laguna.

Estate complessa per le Vespe di Castellammare di Stabia, tra vicende societarie e addii ponderosi come quello del ds Lovisa e di mister Abate. L’obiettivo resta la salvezza, da conquistare con la solita grinta indomabile: Di Nardo è un innesto pesante, mentre Sibilli e Patanè rappresentano profili estremamente interessanti.

Sulla stessa lunghezza d’onda troviamo Mantova, Modena e Padova. I virgiliani hanno perso elementi come Marras e Mensah, ma il ds Brutti ha dato profondità all’organico e la squadra di Modesto gira già a pieno ritmo. A Modena l’arrivo in panchina di Galloppa ha portato entusiasmo e 6 punti nelle prime due giornate, blindati dagli innesti di Brugman, Bianco e Olzer (con Gliozzi finito ai virgiliani e Gerli alla Cremonese). A Padova, l’investimento da 3 milioni di euro per Artistico dalla Lazio ha mandato un segnale fortissimo alla piazza, corroborato dagli arrivi di Zanimacchia e Carissoni.

Il Pisa vuole voltare pagina dopo l’annata paradisiaca in massima serie: meno spese folli, ma acquisti mirati ed efficaci. Nomi come Rao, Marras e Ferrah, uniti a bomber Petagna in avanti (supportato da Pittarello, Correia e Zanon), garantiscono qualità. Infine, il Vicenza punta alla stabilità con ambizione: Merkaj è arrivato proprio sulla sirena, affiancato da colpi d’esperienza come Brighenti, Corazza, Valoti e Marchizza.

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Squadre discrete o insufficienti

Passando alle note dolenti o interlocutorie, il ds Cutolo ha allestito un Arezzo con l’obiettivo primario della permanenza in B: squadra compatta che gioca bene, dove l’arrivo last-minute di Mancuso può pesare in positivo. Ad Avellino è caccia al rilancio con Alessandro Nesta in panchina: l’acquisto a titolo definitivo di Cheddira dal Napoli è un gran colpo, l’ossatura dello scorso anno è rimasta intatta con la permanenza di Palumbo, e Russo può rivelarsi una delle rivelazioni del torneo.

In casa Benevento, la dirigenza ha puntato su parametri zero e occasioni d’oro sul gong: Okereke e Cherubini accendono la piazza, anche se resta qualche perplessità sulla qualità complessiva tra difesa e centrocampo. Le “Streghe”, tuttavia, sanno esaltarsi proprio nelle difficoltà.

Decisamente più indietro la Carrarese, assieme a Empoli ed Entella, complice l’addio di mister Calabrò (direzione Padova) e la partenza di diversi titolari non adeguatamente rimpiazzati. Quadro simile, seppur con un pizzico di margine in più, per il Catanzaro, che ha perso pezzi pregiati (Aquilani, Cissè e Liberali) e difficilmente riuscirà a ripetere l’exploit della passata stagione.

Infine, a Cesena l’arrivo di “Alino” Diamanti ha portato una sferzata di entusiasmo e sana follia: fondamentale la conferma di Shpendi, ma la rosa evidenzia ancora lacune numeriche (mancano un vice Klinsmann e due terzini). Sull’altra sponda ligure, la Sampdoria ritrova un po’ di serenità societaria, regalandosi la firma da copertina di Lorenzo Insigne: classe pura, pur con l’incognita dell’età. Per mister Corradi, al debutto assoluto su una panchina di B, il lavoro da fare resta parecchio.

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