Sono ore di grande tensione in casa Bologna. Il futuro di Domenico Tedesco è improvvisamente in bilico dopo un avvio di campionato estremamente complicato. Quattro partite disputate, appena un punto conquistato e una squadra che, oltre ai risultati, non ha ancora convinto sotto il profilo del gioco. Numeri e prestazioni che hanno spinto la dirigenza rossoblù ad aprire una riflessione sulla posizione dell’allenatore scelto in estate per raccogliere l’eredità di Vincenzo Italiano.

Bologna, bilancio pesante

Il bilancio, del resto, è difficile da ignorare. Il Bologna ha perso contro Lazio, Atalanta e Napoli, riuscendo a strappare soltanto un pareggio contro il Sassuolo. Ma è soprattutto la sensazione di una squadra ancora alla ricerca della propria identità ad aver fatto scattare il campanello d’allarme ai piani alti del club. La situazione è stata affrontata direttamente nel corso di un incontro tra Tedesco e i vertici della società, avvenuto all’ora di pranzo. Il club ha espresso all’allenatore tutta la propria preoccupazione per l’andamento della squadra, chiedendo evidentemente un cambio di passo. Un confronto franco, nel quale il tecnico ha accolto i rilievi senza cercare giustificazioni: Tedesco ha condiviso le perplessità della dirigenza e si è assunto la piena responsabilità di questo difficile inizio di stagione.

Tedesco non si dimette

Nonostante il momento delicato, Tedesco non sembra intenzionato a farsi da parte. L’allenatore non ha preso in considerazione l’ipotesi delle dimissioni e vuole provare a raddrizzare la situazione già dalla prossima partita. L’appuntamento è fissato per sabato al Dall’Ara, dove il Bologna affronterà il Torino in una sfida che potrebbe assumere un peso particolare per il futuro della panchina. La società, però, non ha ancora sciolto le riserve. Anzi, l’ipotesi di un esonero prima della partita non può essere esclusa. Il Bologna potrebbe decidere di interrompere subito il rapporto con Tedesco, senza attendere ulteriori indicazioni dal campo e senza necessariamente arrivare alla lunga sosta per le nazionali.

Bologna, con il Torino sarà decisiva

Una scelta che cambierebbe completamente lo scenario. Dopo la gara contro il Torino, infatti, il Bologna avrebbe a disposizione diverse settimane per lavorare con un eventuale nuovo allenatore. La squadra tornerà in campo soltanto l’11 ottobre, in trasferta contro il Lecce. La sosta potrebbe dunque rappresentare una finestra ideale per avviare un nuovo progetto tecnico.

Palladino, Pioli e D’Aversa: la lista dei possibili successori

Nel frattempo, inevitabilmente, cominciano a circolare i primi nomi per un eventuale dopo-Tedesco. Tra gli allenatori attualmente senza squadra, tre profili sembrano poter attirare l’attenzione della dirigenza: Raffaele Palladino, Stefano Pioli e Roberto D’Aversa. Palladino è un nome che potrebbe entrare concretamente nelle valutazioni del Bologna. L’ex allenatore di Monza e Fiorentina è infatti uno dei tecnici liberi più accreditati e potrebbe rappresentare un’opzione nel caso in cui il club decidesse di cambiare guida tecnica.

Pioli in rampa di lancio

C’è poi Pioli, che avrebbe dalla sua anche la conoscenza dell’ambiente. L’allenatore ha già guidato il Bologna dal 2011 al 2014 e conosce quindi il club e il campionato italiano. Pioli è attualmente senza panchina dopo la conclusione della sua esperienza alla Fiorentina, terminata con l’esonero dello scorso novembre. Infine, tra i profili monitorati c’è D’Aversa. Il tecnico ha maturato una lunga esperienza in Serie A e nella scorsa stagione è subentrato a febbraio sulla panchina del Torino, conducendo la squadra granata verso una salvezza tranquilla.

Bologna, il tempo stringe

Il primo bivio, però, resta quello legato a Tedesco. La dirigenza deve decidere se concedergli ancora una possibilità, a partire dalla sfida con il Torino, oppure anticipare la rivoluzione. Il tempo stringe e le prossime ore potrebbero chiarire se il tecnico avrà davvero l’opportunità di giocarsi la propria permanenza sulla panchina rossoblù.

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