Un palmarès ricco di trionfi da giocatore: i due scudetti con Roma e Milan, la Supercoppa Italiana con i rossoneri, il campionato Allievi Nazionali con i giallorossi e la storica promozione in Serie B nel 2001-2002 con il Livorno. Ma, soprattutto, i trionfi con la Nazionale azzurra guidata da Marcello Lippi: l’Europeo Under 21 nel 2004 e la leggendaria notte di Berlino nel 2006, entrambi i trofei alzati al cielo in Germania.

Oggi l’ex portiere ha iniziato una nuova capitolo della sua vita sportiva: è l’allenatore dell’Hamrun Spartans nella Premier League di Malta.

Quella sull’isola maltese è la sua seconda esperienza all’estero dopo la parentesi al Chelsea nel 2015-2016.

“Quando sono arrivato la situazione era complessa: la squadra era stata appena eliminata dai preliminari di Conference League e c’era molta depressione sportiva. Il mio obiettivo personale è stato fin da subito quello di ricostruire un ambiente positivo per ridare ambizione. L’intento finale? Provare a vincere il titolo al termine della stagione”.

La vita sull’isola, intanto, prosegue tra lavoro sul campo e momenti di relax.

“La mia giornata tipo? Passa per la maggior parte a pensare agli allenamenti della squadra. Per il resto, Malta è un’isola che offre molto ed è piena di italiani, ma è anche un arcipelago ricco di culture diverse. Nel poco tempo libero vado a mangiare un po’ ovunque, anche se spesso preferisco pranzare a casa”.

Sul piano tattico, il tecnico originario di Frascati predilige la flessibilità.

“Negli ultimi due anni ho usato spesso il 3-5-2, ma mi adatto sempre in base all’organico a disposizione per spingere i giocatori oltre i propri limiti e preparare ogni singola gara nel dettaglio”.

Nella storia del calcio, Amelia condivide un primato rarissimo con colleghi come Enyeama, Palop e Schmeichel: è l’unico portiere italiano ad aver realizzato una rete su azione in Coppa UEFA (l’attuale Europa League). Era il 2 novembre 2006 e il suo Livorno sfidava il Partizan a Belgrado: sugli sviluppi di una punizione di Passoni, all’86’ l’estremo difensore amaranto insaccò di testa il gol del definitivo pareggio.

“Me lo ricordo bene quel gol. Ci permise di continuare a sognare in Europa ed è la cosa che contava di più. Si giocava a Belgrado, fa ancora freddo solo a ricordarlo”.

I ricordi della sua carriera da giocatore spaziano dagli esordi con la Lupa Frascati alla cavalcata Mondiale.

“Alla scuola calcio in porta ci si andava a rotazione. Un giorno decisi di restare tra i pali e poco dopo fui acquistato dalla Roma. La vittoria del Mondiale a Berlino resta un ricordo indelebile: quella Nazionale aveva talento, forza morale e ambizione. Il merito fu di un gruppo capace di scendere in campo sempre preparato e affamato”.

Tra i suoi record figura anche un primato unico al mondo: è l’unico portiere ad aver parato ben due rigori a Ronaldinho, entrambi in Serie A (il primo nel 2008 con la maglia del Palermo, il secondo nel 2010 con il Genoa). Ma nel suo curriculum di ipnotizzatore dal dischetto compaiono anche i nomi di Morfeo, Caracciolo, Vucinic, Toni e Di Natale.

“La parata che ho più nel cuore? Quella in casa dell’Auxerre nel 2006 con il Livorno: vincemmo 0-1 con gol di Lucarelli e quel mio intervento ci permise di passare il turno. La partita che ricordo con più emozione, invece, resta l’esordio in Nazionale contro la Costa d’Avorio di Drogba”.

In conclusione, un pensiero dedicato alla scuola dei portieri italiani, da sempre eccellenza del nostro movimento.

“Carnesecchi, Donnarumma e Meret sono ormai splendide conferme. Tra gli emergenti preferisco non fare nomi per non mettere troppa pressione, ma ne sto seguendo diversi con la speranza che non si perdano lungo il cammino”.

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