[iol_placeholder type=”riddle” id=”XqL9e7Cq”/]
Come ogni anno da almeno 5 anni in qua, la Juve parte con tante speranze e poi a ottobre è già praticamente fuori dalle posizioni di vertice. Qualcuno aveva, un po’ per scaramanzia un po’ per disonestà intellettuale, messo la Juve come una delle possibili pretendenti al titolo. Sinceramente la Juve con un mercato limitato dal fairplay finanziario non ha portato a Torino nessun giocatore nuovo di grande carisma o spessore, non si capisce come potesse sperare in una sorte molto diversa da quella attuale. Gli uomini che vanno in campo sono praticamente gli stessi degli ultimi due anni (e abbiamo detto tutto) salvo qualche ritocco che è sembrato più di forma che non di sostanza. È stato confermato l’allenatore che NON è riuscito a raggiungere l’obiettivo minimo della passata stagione ossia il quarto posto, buttato all’aria con una condotta scellerata nelle ultime tre facilissime partite. A cambiare di fatto solo lo staff dirigenziale con l’innesto di Carnevali, bravissimo uomo mercato nel Sassuolo che, con tutto il bene del mondo, non può essere paragonata come livello di difficoltà a una Juve in crisi profondissima come quella attuale.
La caccia al colpevole di questa stagione che si avvia ad essere l’ennesima via crucis, è già scattata. Sulla scena del delitto della Vecchia Signora ci sono i soliti 5 imputati:
- I Giocatori che scarsi erano e scarsi si sono confermati quest’anno. Non ci voleva un genio a capirlo. Senza veri leader e senza neanche un fuoriclasse, la Juve è – nessuno si offenda – un’Udinese con tre stelle sulla maglietta, solo per nominare un’altra squadra con la maglia a strisce verticali bianconere. Un gruppo di giocatori probabilmente sopravvalutati, sicuramente senza carisma, senza forse nemmeno molto amore per la divisa che indossano. Continuano a ripetere “dobbiamo dare di più” sì, però non lo danno e arrivano a giocare allo scarica-barile. Pessimo segnale.
- L’allenatore, perché se è vero che in campo vanno i giocatori, è anche vero che “il gioco” dovrebbe insegnarglielo l’allenatore. Spalletti ha dato purtroppo l’impressione di essere sempre più simile ai suoi ragionamenti in conferenza stampa: incomprensibile. Cambia continuamente modulo e giocatori, non si capisce esattamente cosa voglia fare, sembra sempre più in totale confusione.
- Carnevali e Massara che avrebbero dovuto fare i colpacci di mercato non hanno di fatto risolto quasi niente. La Juve non è riuscita a vendere ma solo ad allontanare da Torino temporaneamente alcuni grandi bidoni di Comolli, ha riportato a casa spendendo un’esagerazione Kolo Muani che in un anno di Premier ha segnato un paio di gol; non ha trovato il leader/regista di centrocampo e ha dovuto dare il timone a un giocatore come Douglas Luiz che viene da due anni di nulla assoluto e infine ha preso in prestito giocatori rifiutati da squadre della zona retrocessione della Premier. Il livello è in effetti da bassa classifica.
- La proprietà del club. Come al solito totalmente assente. Elkann ci mette i soldi, fa ricapitalizzazioni, ma dà sempre l’impressione di essere altrove. Per farsi un’idea della differenza tra avere un presidente come Marotta o DeLa o il fu Andrea Agnelli e uno come lui alla guida di un club calcistico, basta vedere le bacheche degli ultimi anni.
- La sfortuna. Sì, a costo di sembrare patetici bisogna concedere a questa squadra anche di potersi un po’ appellare al fattore S. Già la squadra non è un granché. Non è ancora iniziato il campionato e perde uno dei suoi talenti migliori a centrocampo Kephren Thuram e uno dei suoi giovani talenti l’attaccante Ekhator; prima partita e perde per mezzo campionato almeno il suo unico talento internazionale Yildiz; passano tre partite e perde per tutta la stagione il capitano factotum Locatelli; prima partita di coppa scopre di avere un buon portiere di riserva, il mascherato Grabara, si spacca una gamba stagione finita. Non passa settimana che almeno due non diano forfait. Così onestamente diventa difficile essere competitivi non solo contro squadre attrezzatissime come Inter, Como e Roma ma anche contro squadre magari anche baciate da uno stellone enorme come la Lazio, che però corrono, giocano bene e fanno punti.
E secondo voi qual è il principale colpevole dei problemi della Juve?
