Doveva andare tutto male, per la Lazio era previsto il peggio dopo la sconfitta di agosto in Coppa Italia col Mantova ma ora tutto è cambiato. Gennaro Gattuso si gode il primato in classifica in campionato con ancora una vittoria della sua Lazio contro il Parma, ma non vuole sentire parlare di obiettivi ambiziosi. Il tecnico biancoceleste sottolinea i progressi della squadra, soprattutto sul piano mentale, senza perdere di vista la necessità di conquistare la salvezza. Dalla gestione del rigore contestato alla crescita dei singoli, passando per il rapporto con i tifosi e le condizioni del terreno di gioco, l’allenatore ha affrontato diversi temi.

La partita e i progressi della squadra

Gattuso riconosce le difficoltà incontrate nella prima parte della gara, quando il Parma è riuscito a mettere in apprensione la retroguardia laziale. Il tecnico ha evidenziato soprattutto alcune disattenzioni nelle preventive, prima di sottolineare la reazione dei suoi giocatori: “Sapevamo che i due davanti ci potevano creare difficoltà. Nel primo tempo andavamo piano, in due-tre preventive siamo stati dei polli. Sutalo è andato meglio, Diogo Leite ha alzato il livello. Siamo stati poi bravi a segnare e a non farli più ripartire. Mi piace, stiamo migliorando. Sia oggi che settimana scorsa a Torino la squadra sta iniziando a subire meno gli avversari.”

Il rigore e il rapporto con gli arbitri

Tra gli argomenti affrontati nel post-partita c’è anche il rigore mancato, episodio sul quale Gattuso ha scelto di non alimentare polemiche. Per il tecnico, l’atteggiamento mostrato dai suoi giocatori nei confronti della direzione arbitrale rappresenta un segnale positivo di maturità.

“Il rigore mancato? È uno step importante per noi. Bisogna pedalare, niente polemiche. L’arbitro l’ha vista così e non ci possiamo fare nulla. Devo fare i complimenti alla squadra: non hanno accerchiato l’arbitro, nessuna polemica. La linea arbitrale sta andando in questa direzione, è un bene per il nostro calcio perché le partite sono migliori. L’altro giorno ho litigato con due-tre giocatori, facevo l’arbitro e mi hanno mandato a quel paese. Ho fatto tre stupidaggini, ma io l’avevo vista in quel modo.”

Gattuso orgoglioso della Lazio: “Bisogna continuare”

Nel corso della conferenza stampa, il tecnico ha ribadito la soddisfazione per il percorso intrapreso dal gruppo, sottolineando quanto sia importante non perdere la concentrazione dopo un risultato positivo. La vittoria contro il Parma, infatti, rappresentava un ostacolo da superare soprattutto sul piano mentale.

“Avremo tempo e modo di goderci i primati quando i giocatori andranno in pensione, quando io diventerò nonno e smetterò di allenare. Bisogna continuare, io sono orgoglioso di allenare questa squadra per la grande mentalità. Oggi era una partita trappola, bastava poco per cancellare quanto fatto una settimana fa. La storia della Lazio dice che dopo vittorie importanti sono sempre arrivate legnate nei denti e la paura era questa. Sapevamo che potevano metterci in difficoltà per il modo di giocare, nel primo quarto d’ora con Provstgaard e Sutalo eravamo addormentati e abbiamo fatto un po’ di fatica.”

La mentalità e l’importanza dei piccoli gesti

Per Gattuso, la crescita della Lazio passa anche dalla capacità di dare valore a ogni intervento, a ogni pallone recuperato e a ogni azione difensiva. L’allenatore ha elogiato l’atteggiamento mostrato dai suoi uomini, spiegando anche un episodio avvenuto in panchina durante la partita.

“Abbiamo bisogno di questi atteggiamenti, di gasarci su una palla conquistata, nel non prendere gol. È una componente importante, Frattesi pensava di aver fatto una gara normale a Torino ma per me ha fatto una grandissima gara. Andava a mille all’ora. Si può sbagliare, non ho mai visto nessuno non fare errori. Dobbiamo caricarci, avere mentalità. È la nostra forza. Sui cambi mi sono arrabbiato con Roberto Perrone, mio componente dello staff, deve essere più rapido a far vedere le indicazioni delle palle inattive. Ho sbroccato a lui.”

Il messaggio ai tifosi e le condizioni dell’Olimpico

Gattuso ha spiegato anche il motivo del suo richiamo al pubblico presente allo stadio, ringraziando i sostenitori che hanno seguito la squadra. Per l’allenatore, il sostegno dagli spalti può rappresentare una spinta importante nei momenti più delicati della partita: “Mi è venuta così, ne avevamo bisogno. Grazie a chi è venuto, mi hanno ascoltato e ho sentito un po’ di adrenalina. Hanno alzato il termometro, mi è venuta così perché me lo sentivo, era giusto far sentire a loro le mie emozioni del momento.”

Il tecnico ha poi commentato le condizioni del terreno di gioco dell’Olimpico, precisando che le sue parole non volevano trasformarsi in una polemica: “Il manto erboso era irregolare. Ma va bene, non è una polemica. Né noi né la Roma abbiamo la possibilità di venire a provare il campo, siamo arrivati oggi e i giocatori già borbottavano nello spogliatoio del campo. Anche su qualche rimpallo nel primo tempo ci sono stati movimenti strani della palla.”

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