C’è un prima e un dopo nel caso dell’espulsione prima comminata e successivamente revocata a Folarin Balogun. L’intervento dell’attaccante su Muharemovic durante Stati Uniti-Bosnia, punito inizialmente con un cartellino rosso forse eccessivo, ha innescato una vicenda destinata a lasciare strascichi ben oltre il campo da gioco. La sanzione è stata infatti successivamente ritirata dalla Disciplinare, consentendo al centravanti di tornare a disposizione e alimentando una lunga scia di polemiche.
- Balogun, la Fifa cambia la norma
- Il caso Balogun e la telefonata di Trump a Infantino
- Il contrasto con la circolare FIFA 16 del 2026
- Balogun nel mirino della Juventus
- Balogun piace a Spalletti
- Le mosse della Juventus per gennaio
Balogun, la Fifa cambia la norma
A distanza di tre mesi dall’episodio, la FIFA si prepara ora a intervenire sul proprio regolamento per chiarire una situazione che ha sollevato interrogativi sulla gestione delle squalifiche. L’obiettivo è modificare l’articolo 27 del Regolamento FIFA, attraverso una proposta che sarà sottoposta al Consiglio. Ai membri dell’organismo è stato trasmesso nella giornata di ieri un documento contenente i dettagli dell’emendamento. La norma attuale disciplina la possibilità di sospendere alcune decisioni della Disciplinare, indicando i casi nei quali non è consentito congelare gli effetti di una squalifica. La proposta punta a precisare ulteriormente questi limiti, stabilendo che una sanzione di una o più giornate debba essere considerata automatica e inappellabile.
Il caso Balogun e la telefonata di Trump a Infantino
Dal punto di vista giuridico, l’eventuale approvazione dell’emendamento avrebbe efficacia ex nunc: le nuove disposizioni produrrebbero effetti dal momento della loro entrata in vigore, senza applicarsi retroattivamente. Non si tratterebbe, dunque, di una modifica in grado di riscrivere a posteriori quanto accaduto nel caso Balogun. La vicenda aveva assunto una dimensione internazionale dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva raccontato pubblicamente di aver telefonato a Gianni Infantino per discutere dell’espulsione. «Gli ho telefonato, non era un fallo, ma due atleti che si sono scontrati», aveva dichiarato Trump, contestando la decisione arbitrale.
La successiva revoca della squalifica e il ritorno in campo di Balogun avevano alimentato le polemiche sulla gestione del caso, sollevando interrogativi sull’opportunità di un intervento diretto da parte dei vertici del calcio mondiale. Una vicenda che ha messo sotto pressione la FIFA e il suo presidente, chiamati a chiarire i criteri adottati per affrontare una situazione considerata controversa.
Per gli Stati Uniti, peraltro, il percorso mondiale si è concluso con una pesante sconfitta contro il Belgio, impostosi con il risultato di 4-1. Un epilogo che ha contribuito ad alimentare le discussioni attorno alla spedizione americana, senza però cancellare i dubbi generati dalla gestione disciplinare dell’episodio.
Il contrasto con la circolare FIFA 16 del 2026
A rendere ancora più delicata la questione è il possibile contrasto tra la modifica proposta e quanto previsto dalla circolare FIFA 16 del 2026, relativa ai Mondiali. Nel documento viene infatti ribadito il carattere automatico della squalifica, un principio che sembra entrare in tensione con la possibilità di sospendere gli effetti di determinate decisioni disciplinari. Il Consiglio sarà quindi chiamato a esprimersi sulla proposta, con il voto previsto per giovedì 15. L’esito del confronto potrebbe contribuire a definire con maggiore precisione il quadro normativo, ma difficilmente basterà da solo a spegnere le polemiche nate dalla gestione del caso Balogun.
All’orizzonte c’è inoltre il 2027, anno che potrebbe rappresentare uno spartiacque per il futuro della presidenza FIFA. La vicenda dell’attaccante rischia così di lasciare un’eredità che va oltre la singola decisione arbitrale, riportando al centro del dibattito il rapporto tra regolamenti, autonomia degli organi disciplinari e ruolo dei vertici della Federazione internazionale.
Balogun nel mirino della Juventus
Intanto la Juventus continua a guardarsi intorno alla ricerca di un centravanti capace di garantire maggiore peso offensivo. Tra i nomi seguiti dalla dirigenza bianconera c’è proprio quello di Folarin Balogun. Secondo le indiscrezioni di Tuttosport, il centravanti statunitense rientra tra i profili monitorati dalla Juventus. Non risultano, al momento, trattative formalmente avviate: si tratta di un’ipotesi di mercato che potrebbe prendere corpo nei prossimi mesi, in base alle valutazioni tecniche e alle condizioni economiche dell’operazione.
Balogun piace a Spalletti
Classe 2001, Balogun è un centravanti che abbina velocità, attacco della profondità e capacità di muoversi negli spazi. Può rappresentare una soluzione per una Juventus che cerca un riferimento offensivo più incisivo in area di rigore, senza rinunciare alla mobilità richiesta dal gioco di Spalletti. L’attaccante americano, cresciuto calcisticamente nell’Arsenal e affermatosi in Francia, è già stato accostato alla Juventus nelle precedenti finestre di mercato. Il suo profilo era stato valutato anche nell’estate 2026, quando i bianconeri cercavano alternative per il reparto avanzato.
Le mosse della Juventus per gennaio
L’ostacolo principale resta economico. Nell’estate 2026 Balogun è stato vicino al trasferimento all’Everton, in un’operazione che secondo le ricostruzioni di mercato si aggirava intorno ai 45-50 milioni di euro. L’affare non è andato in porto dopo le complicazioni emerse nella fase delle visite mediche e della conclusione dell’accordo. Il giocatore è quindi rimasto al Monaco, ma il suo futuro continua a essere oggetto di indiscrezioni. Secondo Tuttosport, il club francese potrebbe valutare una sua partenza a gennaio; anche l’esclusione dalla lista UEFA per la Conference League ha contribuito ad alimentare le voci sul suo possibile addio.
Il mercato bianconero dipenderà anche dal rendimento dei centravanti già presenti in rosa. La dirigenza vuole verificare se Randal Kolo Muani e Nick Woltemade riusciranno a offrire il contributo realizzativo atteso, prima di decidere se intervenire ulteriormente. Tra le alternative seguite per gennaio figurano anche Mateo Retegui, oltre ad altri profili con caratteristiche differenti. Balogun si inserisce dunque in una rosa di candidati ancora aperta, non in una trattativa già definita.
