È una Juve tanto irriconoscibile quanto anonima quella uscita sconfitta da Marassi nella serata di ieri, dove Luciano Spalletti e i tifosi bianconeri necessitavano di risposte diverse a pochi giorni dalla vittoria di Lecce e all’alba del big match con il Napoli di Massimiliano Allegri. E invece, contro il Genoa di Daniele De Rossi è finita 2-0, con Bremer e compagni che hanno fatto più di un semplice passo indietro. E non solo dal punto di vista della prestazione, ma soprattutto dell’atteggiamento. Nel post partita del “Ferraris”, quando sono arrivate anche le scuse ai tifosi dello stesso Spalletti, non sono mancate critiche feroci ed analisi rispetto all’avvio di stagione della Vecchia Signora, finita in un vortice negativo piuttosto pericoloso, complici infortuni e mancanza di identità, oltre che mera continuità di risultati.
- Juve a -11 da Inter e Lazio, anche la Champions è (quasi) un miraggio
- Di Canio stronca Cambiaso: “Corre come un bambino. Spalletti, la Juve è un caos totale”
- Caressa parla di esonero di Spalletti, Marchegiani: “Bisogna capire come possa ancora incidere”
Juve a -11 da Inter e Lazio, anche la Champions è (quasi) un miraggio
Juve a -11 dalla vetta della classifica e a -6 dalla zona Champions, attuale mente rappresentata dal Como di Fabregas a quota 20. Basterebbero questi due semplici dati per descrivere l’inizio di campionato (e di stagione) della squadra di Luciano Spalletti, capace di racimolare appena 14 punti nelle prime nove apparizioni. Gli infortuni di leader tecnici e carismatici (quelli di Yildiz e Locatelli su tutti) stanno inevitabilmente pesando sull’andamento dell’annata bianconera, ma per una società in cui il motto è “Vincere è l’unica cosa che conta” trovare alibi è l’ultima cosa da fare.
Lo sa bene Luciano Spalletti, ora fortemente contestato da gran parte della tifoseria, sui social e non solo. Il momento è delicato, a pochi passi dalla super sfida con il Napoli del grande ex Allegri. A due gare dalla sosta di novembre, la Juve è nel limbo: restare agganciata al treno per il quarto posto o vivere un campionato anonimo. Alla possibilità di uno scudetto, del resto, non hai mai creduto nessuno tra gli addetti ai lavori, figuriamoci adesso: “Questa distanza dalla vetta non la immaginavo proprio minimamente – ha sottolineato Paolo Di Canio nel dopo gara di Genoa-Juve su Sky Sport -. Uno scudetto non era proprio contemplato per quanto mi riguarda, ma è come arrivano questi risultati che è preoccupante. Non c’è anima in questa squadra. Cambi il sistema di gioco e ti può andare bene contro qualche squadra, magari a Lecce perché fai il 3-5-2 più attento e accorto e trovi la giocata, dato che alcune squadre in Italia sono carine da vedere ma non sono così forti e davanti alla tua porta non ti fanno male. Non c’è anima, – ha aggiunto l’ex Juve e Lazio – non si vede la luce”.
Di Canio stronca Cambiaso: “Corre come un bambino. Spalletti, la Juve è un caos totale”
Tante certezze sono crollate rispetto alla scorsa stagione e agli anni precedenti, quando alcuni calciatori si salvavano a prescindere dal risultato della singola partita e dall’esito dell’annata. Kalulu e Cambiaso, senza dimenticare una colonna difensiva come Gleison Bremer, sono oggi pilastri involuti dello spogliatoio juventino: “Giocatori come Kalulu, che erano certezze e affidabili, – ha ribadito Di Canio a Sky Calcio Club – nel senso che facevano sempre le cose giuste, fanno questi errori. Poi Cambiaso corre male, corre come un bambino dietro all’avversario invece di aprire verso la propria porta per evitare di far rientrare su Kalulu il giocatore avversario che va al tiro. La Juve è veramente un caos totale e io non riesco a capire come Spalletti possa trovare una soluzione. Poi l’unico calciatore che può saltare l’uomo è Alajbegovic, gli altri sono tutti meccanici“.
Un Di Canio che, conoscendo lo stile Juve, ne ha avute davvero per tutti, non accettando gli errori commessi in occasione dei gol subiti dalla Juve a Marassi: “Kalulu fa una cosa gravissima, ma vi rendete conto di che cosa fa Cambiaso? Lui rincorre un avversario che sta cominciando a ondeggiare verso l’esterno e lui invece di correre verso la propria porta rimanendo interno che cosa fa? Gli va dietro! Guarda! E quando rientra su Kalulu … È una cosa di una gravità unica! Ma non ce l’ho con Cambiaso eh, ma se faceva una cosa di queste allo Swindon dove allenavo io, in League 2, Cambiaso non giocava più…“, ha tuonato l’ex biancoceleste.
Caressa parla di esonero di Spalletti, Marchegiani: “Bisogna capire come possa ancora incidere”
La vittoria di Lecce non aveva allontanato dalla Continassa i fantasmi del recente passato. Dall’ombra di Antonio Conte al rendimento ondivago della Juve di Luciano Spalletti, mai realmente connessa con ambiente ed obiettivo finora. E dopo un avvio di stagione così, dove a salvarsi è soltanto la classifica in Europa League (competizione in cui i bianconeri sono ancora imbattuti), è inevitabile che siano ancora una volta tutti in discussione. Spalletti in primis.
Mancanza di identità, cattiveria e lucidità. Per non parlare dei leader, completamente assenti in questa fase. E non possono essere tutti in infermeria. E allora è qui che riemerge il quesito: Spalletti ha ancora la forza di gestire e portare avanti questo spogliatoio? Una domanda che Fabio Caressa, nel corso di Sky Calcio Club, ha rivolto senza troppi giri di parole a Luca Marchegiani: “Secondo te si può cominciare a pensare a un esonero di Spalletti?”.
L’ex portiere di Chievo e Lazio ha risposto così: “Non lo so, non lo so. Noi la vediamo dal di fuori. Bisogna capire come Spalletti possa ancora incidere, bisogna capirlo prima di prendere una decisione. Ci aspettavamo questa partita del Genoa. E la Juve l’ha patita, non ha avuto capacità di affrontarla in maniera diversa rispetto a quella che ci aspettavamo tutti, se non negli ultimi dieci minuti”.
L’ad Carnevali non aveva fatto drammi dopo il pesante ko con la Lazio e il 2-2 con il Rennes, confermando l’idea di andare avanti, risparmiando ulteriori stravolgimenti ad una squadra che sembra navigare a vista. La stagione, però, rischia di essere già compromessa e Spalletti in balìa degli eventi. I prossimi impegni con Napoli, AZ Alkmaar e Fiorentina restituiranno, probabilmente, una risposta definitiva a tifosi e società.
