Rewind: ritorno al passato per Luciano Spalletti che alla Juventus sembra si stia trovando nel medesimo impasse che ebbe da ct della Nazionale. Parte della squadra non lo capisce e preferirebbe allenamenti più intensi a tante chiacchiere davanti alla lavagna. Un remake di quanto si vide a Euro2024, quando vennero fuori tante perplessità del gruppo.
L’esperienza degli Europei
Spalletti ha sempre detto che il fallimento in Nazionale (“non sono riuscito a dare niente”) è e resterà il suo dolore più grande in carriera: reduce dallo scudetto trionfale col Napoli, il tecnico toscano da ct non è mai riuscito ad entrare nella testa dei giocatori. Più parlava e meno lo capivano, più faceva riferimenti al calcio “perimetrale”, ai “rinterzi” e al fiorito vocabolario che usa e più cresceva la sfiducia.
L’incomprensione con la squadra
Qualcuno a mezza bocca confessò il problema: “Non lo capiamo”. Qualcun altro accusò l’allenatore anche per la preparazione, poco incentrata sull’intensità, a detta di alcuni giocatori.Ora in parte sembra di rivedere lo stesso film. Alla Juve, scrive La Stampa, dal gruppo filtrano perplessità per le modalità di lavoro di Spalletti che si possono condensare nel pensiero “tante parole e pochi allenamenti veri”. Insomma, troppa teoria da parte del tecnico e poca intensità durante le sedute.
Gli allenamenti senza intensità
Anche Tuttosport batte sullo stesso punto e scrive che: “C’è chi, all’interno dello spogliatoio, pensa di essere poco allenato: certamente l’Europa League non agevola un certo tipo d’intensità durante la settimana, considerando un calendario da domenica-giovedì-domenica non proprio ideale per alzare il ritmo.
E chi, al contrario, osserva l’indolenza di una minoranza: sala massaggi solitamente in overbooking, palestra con diversi spazi liberi. Anche lo spirito si allena. Gli allenamenti invisibili di Spalletti, già sperimentati l’anno scorso, in questa stagione servivano al tecnico per allentare la tensione e, a un certo punto, anche per evitare ulteriori infortuni, in considerazione di un’infermeria affollata all’inverosimile”. Ora però di fantasma c’è solo una squadra senza leader, senza punti di riferimento e che si dice dalla parte del tecnico solo a parole e solo con qualcuno.
E alle porte c’è il Napoli che sa già di ultima spiaggia.
