Aveva scatenato una polemica rabbiosa Francisco Conceicao giovedì quando, durante la gara di Europa League contro il Celta Vigo, non aveva gradito il cambio impostogli da Spalletti al 64′: pugno alla panchina, botta e risposta con l’assistente del tecnico Martusciello e via negli spogliatoi, prima di rientrare e sedersi con gli altri. Uno sfogo che nessuno ha gradito in casa bianconera.
Il botta e risposta con Spalletti
Conceicao nel post-partita aveva minimizzato: “Non ho litigato con nessuno”. Spalletti no, per niente: “Gli conviene essere arrabbiato con se stesso. Altrimenti ne dovremo parlare. Deve mettere carattere nei 70 minuti che trascorre in campo, non nei 20 successivi. Ci sono anche altri compagni forti fuori e infatti quando hanno giocato, hanno ribaltato la partita”.
La frecciata di Damascelli
Un chiarimento ci sarebbe stato il giorno dopo alla Continassa ma anche per Toni Damascelli il giocatore non è giustificabile. Parlando a Radio Radio la prima firma de “Il Giornale” dice: “Conceicao ha avuto una reazione tipicamente isterica, infantile, capricciosa, chissà perché poi. Si considera intoccabile ed è stato sostituito. Ha preso a calci la panchina, pare che abbia detto delle cose, pagherà per questo, ci mancherebbe altro. Ha cercato di scusarsi, ha detto che non ha litigato con nessuno. Non hanno nemmeno il coraggio di andare fino in fondo nella loro protesta, che è una protesta comprensibile. È un giocatore come noi giornalisti e vogliono giocare, punto”.
La risposta a Sarri
Poi, in vista di Juve-Lazio di stasera, dopo le polemiche di Sarri che si è lamentato di dover giocare di domenica dopo l’impegno in Conference del giovedì sera, Damascelli precisa: “Quella di Sarri è una battaglia persa sui calendari, in linea teorica ha ragione in linea pratica no, una volta era diverso, oggi gli allenatori hanno un organico di 24 giocatori, sono loro stessi a dire che non esistono riserve poi al momento opportuno..
Certo ci sono gli infortuni ma è colpa degli impegni fitti che hanno voluto i club per fatturare e incassare di più, decidono i diritti tv, per me chi gioca il giovedì non può giocare la domenica, la Champions è privilegiata rispetto a Conference ed Europa League, per queste squadre la preparazione delle gare della domenica è diversa, ma l’Uefa non ci sente, è insieme un’ipocrisia e un’esigenza commerciale”.
