Da arma letale a campanello d’allarme. C’era un momento in cui andare sotto nel punteggio non sembrava rappresentare un problema per l’Inter. Anzi, quasi diventava un incentivo. Napoli, Udinese, Roma, poi Bologna e infine Fiorentina. Per non parlare dello 0-0 ad oltranza contro il Venezia risolto da due autogol dei lariani: la squadra di Chivu aveva trasformato le difficoltà iniziali in un punto di forza con cinque partite in bilico in cui i nerazzurri hanno saputo rimontare, recuperando complessivamente 13 punti da situazioni di svantaggio. Ben quattro vittorie e un pareggio, numeri che avevano alimentato l’entusiasmo e rafforzato la convinzione di avere una squadra capace di non arrendersi mai. Ma la sconfitta nel derby contro il Milan ha stravolto tutto: il rendimento della squadra di Chivu finisce sotto accusa.
- La reazione di Bastoni non è bastata ai nerazzurri
- Il derby è diventato un tabù: otto partite senza vittorie
- Le idee di Chivu non convincono
- Chivu tira in ballo la febbre, tifosi infuriati
La reazione di Bastoni non è bastata ai nerazzurri
Ma dietro le rimonte si nascondeva anche un problema. Perché una squadra che vuole competere ai massimi livelli non può concedersi continuamente il lusso di partire con un handicap. E il derby contro il Milan lo ha dimostrato nel modo più doloroso: questa volta la reazione non è bastata. Sotto di due gol dopo appena dieci minuti, l’Inter ha provato a rimettersi in carreggiata con Bastoni, ma ha incassato il terzo gol prima dell’intervallo. Nella ripresa è mancato lo slancio necessario per completare l’ennesima impresa. Il Milan si è imposto 3-1, infliggendo ai nerazzurri la prima sconfitta in campionato.
Il derby è diventato un tabù: otto partite senza vittorie
C’è poi una questione che va oltre la singola partita e riguarda il rapporto ormai complicato dell’Inter con il derby. La vittoria nella stracittadina manca dal 22 aprile 2024, giorno del successo che consegnò ai nerazzurri lo scudetto della seconda stella. Da allora sono arrivati sei successi rossoneri – da Fonseca a Conceicao – e due pareggi negli ultimi otto confronti. Un bilancio che pesa, soprattutto considerando che nel frattempo sono cambiati allenatori, giocatori e assetti tattici.
Ed anche Chivu non è riuscito a invertire la tendenza. Tre derby disputati da allenatore nerazzurro, tre sconfitte. Il problema non è soltanto statistico: contro il Milan, l’Inter sembra smarrire quelle certezze che normalmente le permettono di imporre il proprio gioco, di dominare e di vincere anche i campionati.
Le idee di Chivu non convincono
Anche le scelte tattiche dell’allenatore sono finite inevitabilmente sotto osservazione. Contro il Milan Chivu ha abbandonato il consueto 3-5-2, proponendo un 3-4-2-1 con Thuram unica punta e Sucic e Diouf alle sue spalle. Una soluzione inedita, pensata per dare maggiore densità alla zona centrale e limitare le ripartenze rossonere, ma che non ha prodotto gli effetti sperati.
Va considerata l’emergenza offensiva: Lautaro era indisponibile per infortunio, mentre Bonny e Pio Esposito avevano accusato problemi di salute nei giorni precedenti. Una situazione che ha costretto il tecnico a reinventare l’assetto iniziale.
Chivu tira in ballo la febbre, tifosi infuriati
Lo stesso Chivu ha spiegato nel post-partita: “Siamo stati costretti a cambiare, Bonny ha vomitato tutta la notte, aveva la febbre fino alle 4 e mezza. Pio aveva avuto la febbre. Diouf doveva attaccare di più lo spazio, pensavamo che fosse la soluzione migliore”.
Il problema, però, è stato soprattutto il modo in cui la squadra ha interpretato la partita. I due trequartisti non sono riusciti a garantire il contributo sperato, Thuram è rimasto troppo isolato e la manovra nerazzurra ha perso fluidità. L’Inter ha faticato a trovare riferimenti offensivi e, quando ha provato ad aumentare la pressione, ha lasciato emergere ancora una volta le proprie fragilità.
Anche la gestione dei cambi non ha prodotto la svolta ma il dato più preoccupante riguarda la facilità con cui gli avversari riescono a mettere in difficoltà la retroguardia nerazzurra. Le partenze a rilento sono diventate una costante.
Sul web i tifosi attaccano duramente: “L’Inter perde il derby sotto tutti i punti di vista: nell’approccio, nell’impostazione tattica, nelle scelte dei singoli e, soprattutto, in quel “provincialismo” preteso a parole e lasciato colpevolmente nello spogliatoio. Il Milan vince con merito, i nerazzurri (tanti punti in classifica, ma poche prestazioni convincenti) è meglio che tornino in fretta sul pianeta terra.”
E ancora: “Insomma senza i furti contro Napoli (Lautaro graziato 3 volte), Fiorentina (rigorello al 97′) e Venezia (l’apoteosi dello schifo) l’Inter avrebbe gli stessi punti del Frosinone. Al momento più decisivo Marotta di Chivu.” C’è poi chi scrive: “C’è molto da vergognarsi, comunque il primo colpevole è Chivu: formazione sbagliata, approccio gara impalpabile e cambi troppo tardi!”
Non si placano gli animi: “Fallimento totale, già dal pre-campionato. Rosa da rifare. Non migliora la situazione. Questa squadra non ha ordine, e dobbiamo ammettere che certi giocatori non sono all’altezza. Danno tutto però sono limitati. Bisseck, scarso, Spencer scarso. Akanji arrivato a fine” E infine: “Stasera l’allenatore ce l’ha sulla coscienza. Giochiamo 3-5-2 da 6 anni, non si improvvisa un altro modulo (3-4-2-1) nel derby. Dopo 10 minuti era chiaro che non girava nulla, ma fino all’80’ non si è intervenuti. Male male oggi”.
