Empoli all’avanguardia. Il dogma risponde a verità quasi assoluta. Il club guidato dal mai domo patron Fabrizio Corsi, in sella dal lontano 1991 e negli ultimi tempi seguito a braccetto dalla rampante figlia Rebecca, si è costantemente segnalato positivamente nel panorama calcistico dello stivale per una comprovata efficienza sotto vari aspetti gestionali. Uno su tutti il settore giovanile, florido asset per gli azzurri che nel corso dei decenni hanno sfornato talenti a raffica con la concreta opportunità successivamente di monetizzare da una loro eventuale cessione.
- Oltre la domenica: il nuovo Castellani ridisegna il futuro dell’Empoli
- Cantiere a tappe e cronoprogramma ferreo: come rinascerà la casa dell’Empoli
- Il nuovo Castellani ad Euro2032: Empoli sogna ad occhi aperti
- La storia del Castellani: 61 anni di stadio con l’Empoli nel cuore
- Il settore giovanile di Monteboro: dove nasce il Modello Empoli
Oltre la domenica: il nuovo Castellani ridisegna il futuro dell’Empoli
Un altro argomento caro ai vertici societari toscani è senza dubbio quello delle infrastrutture. Il centro sportivo attuale di Monteboro risulta più che soddisfacente per le esigenze delle varie compagini empolesi. A breve invece arriverà una radicale svolta relativa ad un corposo restyling dello stadio cittadino “Castellani”.
L’impianto diventerà una autentica bomboniera nuova di zecca. Il progetto embrionale è stato svelato già nel 2024 in una apposita conferenza stampa. Il gioiello che sorgerà supererà di gran lunga l’ormai obsoleto concetto di stadio attivo solo di domenica o nel weekend di campionato. La realizzazione della struttura deriva dalla definizione di un corposo piano economico-finanziario da 60 milioni di euro complessivi e vedrà la luce mediante un partenariato pubblico-privato ottimamente imbastito tra le parti chiamate in causa.
Il costo dell’opera comprende anche i lavori di riqualificazione delle zone limitrofe al campo e quelli di urbanizzazione collegati. L’impianto presenterà una capienza di 18.600 posti a sedere con un evidente avvicinamento degli spalti al terreno di gioco rispetto al posizionamento odierno mediante l’eliminazione della pista di atletica. La tribuna centrale verrà interamente ricostruita e nei 4300 posti accoglierà spazi hospitality, aree vip e parcheggio interrato.
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Il nuovo stadio “Castellani” di Empoli, inoltre, fungerà da conveniente strumento dedito a varie attività di marketing e commerciali. La struttura, infatti, accoglierà all’interno e nelle immediate vicinanze molti negozi di vicinato. Senza dimenticare gli oltre 3400 metri quadrati per uffici e altri locali direzionali. Il mondo del calcio, però, non dimentica il bene della collettività. Le aree circostanti l’impianto verranno riqualificate tramite la realizzazione di un parco pubblico destinato alla popolazione e di spazi per l’inserimento di attività turistico-ricettive.
Cantiere a tappe e cronoprogramma ferreo: come rinascerà la casa dell’Empoli
Il cronoprogramma dei lavori, come ad esempio sta avvenendo per il nuovo Franchi di Firenze, non dovrebbe impedire alla tifoseria dell’Empoli di assistere alle partite casalinghe dei propri beniamini. Il cantiere seguirà un itinerario temporale estremamente ferreo suddiviso in almeno quattro fasi specifiche. In principio si procederà alla demolizione e alla ricostruzione della curva sud, settore come sappiamo spezzettato in mini gradinate isolate l’una dall’altra.
I lavori si concentreranno poi sulla demolizione e ricostruzione della curva nord, concepita in maniera simile al settore opposto, per diventare a fine lavori un corpo unico. Il terzo step, previsto con ogni probabilità durante la pausa estiva a cavallo tra un campionato ed il seguente torneo, consisterà nella traslazione del terreno di gioco. Chiuderà il cerchio la demolizione e ricostruzione della tribuna centrale e il completamento delle aree esterne.
Il nuovo Castellani ad Euro2032: Empoli sogna ad occhi aperti
C’è di più. Di recente Andrea Abodi, ministro dello Sport, ha indicato proprio il nuovo Castellani come sede ideale per lo svolgimento delle sedute di allenamento di alcune delle Nazionali che parteciperanno ad Euro 2032. Sulla medesima lunghezza d’onda le parole del Sindaco di Empoli Alessio Mantellassi che senza mezzi termini ha parlato di “grande occasione per l’intera città”. Il puzzle per la nascita della nuova dimora azzurra sta prendendo forma in modo concreto. Basti pensare, in primis, al deposito presso le sedi competenti del progetto di fattibilità di quella che oggi viene denominata “Computer Gross Arena”.
La storia del Castellani: 61 anni di stadio con l’Empoli nel cuore
L’evoluzione storica dell’iconico stadio “Castellani” merita una trattazione più particolareggiata. Correva l’anno 1965 quando il complesso sportivo sito in viale delle Olimpiadi alzò il sipario per la prima volta in assoluto sulla creatura empolese. All’alba della sua esistenza l’impianto vantava una tribuna unica coperta e la pista di atletica a sei corsie, obbligo quasi imprescindibile per quel contesto storico.
Nel 1986 gli azzurri toccarono la vetta fino a quel momento inesplorata della Serie A e inevitabilmente la struttura dovette procedere ad un sostanziale ampliamento con la costruzione delle curve nord e sud in metallo. Arriviamo quindi al 1990 con l’avvento della tribuna Maratona, opposta al settore centrale, concepita a due livelli. Nel 2007 l’Empoli conquistò addirittura l’accesso alla Coppa UEFA e lo stadio si adeguò alle vigenti normative tramite installazione di tornelli, ulteriori dispositivi di sicurezza e modifica del sistema di illuminazione.
Il settore giovanile di Monteboro: dove nasce il Modello Empoli
Se l’investimento da 60 milioni per il nuovo Castellani rappresenta l’opera materiale del club, il cuore pulsante della gestione targata Fabrizio Corsi risiede ancora oggi nell’immortale settore giovanile dell’Empoli. Da decenni ormai la cantera azzurra non funge solo da serbatoio per la prima squadra, ma costituisce un modello economico e agonistico di eccellenza riconosciuto anche a livello europeo, capace di coniugare i bilanci in costante attivo con la reale valorizzazione dei migliori prospetti del calcio italiano.
Il ‘Modello Empoli’ si basa su principi semplici ma essenziali: scouting di spessore; formazione integrata; plusvalenze strategiche; attenzione alle risorse del territorio; scuola e valori sani di crescita; sostenibilità finanziaria. Nei lustri il centro di Monteboro ha visto transitare ragazzi destinati a palcoscenici di rilievo internazionale. Da Montella a Tavano passando per Di Natale, Caccia, Zielinski, Asllani e Vicario. In tempi non sospetti, pensate un po’, anche un certo Eziolino Capuano da Pescopagano allenava le compagini del vivaio azzurro con risultati sovente apprezzabili. Insomma, l’Empoli guarda al futuro con ambizione e dolci speranze. Stadio, oculata programmazione societaria e ottimizzazione del florido settore giovanile. Un’isola felice meritevole della standing ovation.
