Dalla vittoria di Udine alla notte da incubo di San Siro. Il Milan si è inceppato proprio alla vigilia dell’appuntamento più atteso della stagione e il 4-2 incassato contro il Bologna rischia di lasciare cicatrici profonde. La squadra di Ruben Amorim perde l’imbattibilità in campionato, scivola al quinto posto e si ritrova a sette punti dall’Inter e dalla Lazio, appaiate in vetta dopo nove giornate. Ma a preoccupare non è soltanto la classifica: è soprattutto il modo in cui è arrivata la sconfitta. Ruben Amorim finisce sotto accusa per il turnover e la vigilia del derby contro l’Inter aumenta la preoccupazione a Milanello.
- I fischi di San Siro
- Amorim sotto processo: il turnover non paga
- La difesa fa acqua: i problemi non sono soltanto davanti
- Pulisic, Modric e Rabiot: il rebus delle scelte per il derby
I fischi di San Siro
Al fischio finale di Milan-Bologna, una parte di San Siro ha accompagnato la squadra con una bordata di fischi. Alcuni spettatori avevano già abbandonato gli spalti prima della conclusione. Il tifo organizzato, invece, ha continuato a sostenere i rossoneri, ricevendo il ringraziamento dei giocatori. Due reazioni differenti, ma un’unica certezza: il Milan è chiamato a dare risposte immediate. E il calendario non concede tregua, perché sabato 31 ottobre c’è il derby contro l’Inter.
Amorim sotto processo: il turnover non paga
Il primo imputato dopo la sconfitta con il Bologna è Ruben Amorim. Il tecnico portoghese aveva deciso di gestire le energie in vista della stracittadina, lasciando inizialmente in panchina due punti di riferimento come Luka Modric e Christian Pulisic. Al loro posto, spazio dal primo minuto a giocatori chiamati a sfruttare un’occasione importante, con Cisse protagonista di una doppietta che sembrava poter indirizzare la serata.
Il piano, però, è naufragato nella ripresa. L’ingresso di Modric non ha restituito al centrocampo il controllo necessario, mentre Pulisic non è riuscito a cambiare l’inerzia della partita quando è stato chiamato in causa. Il Milan ha perso compattezza, ha concesso troppo spazio alle ripartenze del Bologna e ha mostrato nuovamente tutti i limiti di una fase difensiva troppo vulnerabile.
Il portoghese c’è però un alibi: il tecnico rossonero deve gestire un calendario particolarmente fitto e una rosa falcidiata dagli infortuni, con sette giocatori indisponibili (con anche Tomori che si aggiunge alla lista). Le rotazioni, dunque, erano in parte obbligate anche se il risultato finale rende inevitabile l’analisi delle sue scelte e della prestazione generale della squadra.
La difesa fa acqua: i problemi non sono soltanto davanti
Se le scelte di Amorim sono finite sotto esame, il reparto arretrato non può chiamarsi fuori. Il Milan ha concesso troppo, perdendo riferimenti e distanze proprio nel momento in cui avrebbe dovuto controllare il vantaggio. Il Bologna di Raffaele Palladino ha saputo approfittare delle incertezze rossonere, colpendo con rapidità e sfruttando gli spazi lasciati dagli avversari.
Il passaggio dal 2-1 al 2-3 in poco più di due minuti è l’immagine più eloquente della serata. Prima l’autorete di Bartesaghi, poi la nuova conclusione vincente di Mbangula: due episodi ravvicinati che hanno mandato in frantumi le certezze del Milan. Nel finale, con la squadra sbilanciata alla ricerca del pareggio, è arrivato anche il quarto gol rossoblù.
Pulisic, Modric e Rabiot: il rebus delle scelte per il derby
Per il derby contro l’Inter, Amorim dovrà valutare attentamente le condizioni dei suoi giocatori, cercando di capire chi potrà recuperare e chi invece rischia di saltare l’appuntamento. Di sicuro Pulisic e Modric, inizialmente risparmiati contro il Bologna, saranno chiamati a dare maggiore qualità ed esperienza a centrocampo.
Il nodo più delicato riguarda Adrien Rabiot, alle prese con un problema al polpaccio. Il suo recupero resta incerto e il Milan non può permettersi di forzare i tempi senza valutare le possibili conseguenze. Maggiori speranze riguardano Mario Gila e Diego Moreira, mentre per Tomori saranno necessari ulteriori accertamenti dopo il problema muscolare accusato contro il Bologna.
Intanto, il tecnico portoghese ha chiesto tempo e fiducia, convinto che il Milan possa diventare una squadra molto forte. Ma il calcio vive di risultati e il derby arriva senza concedere ai rossoneri il lusso di una lunga riflessione: per Amorim, battere l’Inter significherebbe dimostrare che il gruppo è capace di rialzarsi dopo una serata disastrosa.
