È un Luciano Spalletti deluso dalla Juventus quello che prova ad analizzare la sconfitta col Genoa: il tecnico scarica di fatto i giocatori, attaccandoli per l’atteggiamento in campo e ponendo addirittura dubbi sul futuro e sulle potenzialità della squadra. E Weston McKennie gli dà ragione, almeno in parte.

Juventus, Spalletti attacca i giocatori

Il 2-0 di Genoa è stata una mazzata terribile per Luciano Spalletti, deluso dalla sua Juventus e in particolare dall’atteggiamento dei giocatori. “Chiedo scusa ai tifosi”, dice il tecnico a Dazn, prima di porre un’analisi piuttosto lucida e decisamente dura sulla prestazione dei bianconeri. Al di là delle difficoltà tattiche (“Baldanzi ha trovato la posizione dietro ai centrocampisti e non abbiamo mai trovato l’equilibrio per andargli addosso”), Spalletti concentra la sua analisi sul carattere dei bianconeri.

“Si fa fatica ad accettare il ragionamento attuale del livello di corsa, di forza, di contrasto in quelle che sono le fasi di gioco – dice il tecico della Juve – Questi duelli li abbiamo persi davanti e dietro”. Poi la sintesi, più chiara che si può: “Dobbiamo capirlo che va alzato il confronto dal punto di vista fisico”.

Spalletti e i dubbi sul futuro della Juventus

Anche in passato Spalletti si era lamentato della mancanza di “garra” da parte deii giocatori della Juventus. Mai, però, aveva raggiunto i livelli di delusione di stasera: il tecnico toscano pare addirittura rassegnato, arrivando addirittura a porre enorme dubbi sulla possibile crescita futura dei bianconeri. “La Juve ci ha messo poco di tutto – afferma Spalletti – ma bisogna vedere se in questo momento questi giocatori ce l’hanno questo tutto”.

Parole chiare, che diventano ancora più severe poco dopo. “Ho visto poca roba, poca lotta – continua Spalletti – Questo è un tema che affrontiamo dall’inizio dell’anno: bisogna metterci qualcosa di più… ammesso che la squadra ce l’abbia qualcosa di più sotto il punto della battaglia, dell’aspetto fisico. Bisogna capire, tre giorni fa (contro il Lecce, ndr) per un’ora era stato un attaggiamento differente”. Dichiarazioni che sembrano quelle di un allenatore disperato, che di fatto scarica la sua squadra.

La preoccupazione col Napoli

Domenica la Juventus affronterà un Napoli in crescita. “Arriverò con grande emozione”, dice Spalletti del confronto con la sua ex squadra. Poi però torna ancora sull’argomento dell’intensità e della battaglia che attende i suoi. “Mi preoccupa il fatto che si fatica a far capire (alla squadra, ndr) dove è andato ora il calcio: prima di parlare di altre situazioni devi vincere i duelli su queste pallate a campo aperto, in questi assalti individuali che ormai ti aspettano con tutte le squadre. Il pallone è questo, anche se riproporlo in allenamento diventa difficile… anche per il numero risicato di giocatori che c’è rimasto”.

McKennie d’accordo con Spalletti

Nel post-partita le parole di Spalletti vengono condivise da Weston McKennie, che, come Bremer qualche settimana fa, punta anche lui il dito sulla mancanza di cattiveria dei compagni di squadra. “Noi dobbiamo correre di più, lottare di più, mettere più in campo e dimostrare maggiore sacrificio per i compagni”, afferma lo statunitense a Sky Sport. “Serve cattiveria per chiudere le partite – aggiunge poi il centrocampista – per concludere le azioni, per correre all’indietro, per lottare per il tuo compagno. È questo che dobbiamo fare: semplicemente fare di più, perché siamo la Juventus e non è accettabile che la Juventus scenda in campo e abbia questi alti e bassi”.

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