Claudio Lotito torna a parlare del rapporto complicato con una parte della tifoseria della Lazio e ripercorre gli anni segnati da minacce e intimidazioni. Il presidente biancoceleste racconta di essere arrivato a girare armato con due pistole, ricordando anche un episodio in cui, a suo dire, un’arma gli sarebbe stata utile per salvarsi. Sullo sfondo c’è una contestazione che non si è placata neppure davanti a un avvio di campionato positivo, con la squadra in vetta alla classifica insieme all’Inter. Nelle dichiarazioni riportate da Repubblica, il patron affronta anche le voci sulla possibile cessione della società e le presunte offerte mai ricevute. Non manca, infine, una nuova stoccata ai sostenitori che gli rimproverano di aver spento i sogni del popolo laziale.
- Lotito e le minacce degli ultras: “Sono andato in giro armato con due pistole”
- La contestazione e il timore di rivivere il passato
- La Lazio vola in campionato, ma l’Olimpico resta al centro delle polemiche
- “Nella vita contano i risultati”: la difesa del presidente
- La frecciata ai tifosi: “Prendetevi un ipnotico, se dovete sognare”
Lotito e le minacce degli ultras: “Sono andato in giro armato con due pistole”
Il racconto di Lotito parte dalle intimidazioni subite nel corso della sua esperienza alla guida della Lazio. Il presidente ricorda un periodo particolarmente difficile, durante il quale avrebbe preso precauzioni estreme per proteggersi dalle minacce provenienti da alcune frange della tifoseria. “Per parecchio tempo sono andato in giro armato con due pistole, una avanti e una dietro, un’automatica e una Smith & Wesson”, ha dichiarato, secondo quanto riportato da Repubblica. Il patron ha aggiunto che, in un’occasione, una delle due armi gli sarebbe stata utile: “Una volta una è stata pure utile, mi ha salvato”. Lotito ha inoltre rievocato l’episodio dell’inaugurazione di un negozio a Montesacro, quando rimase bloccato e fu necessario l’intervento del Reparto Celere per permettergli di uscire.
La contestazione e il timore di rivivere il passato
Nel racconto del presidente biancoceleste, il clima attuale presenta analogie con quello vissuto negli anni più difficili del suo rapporto con i tifosi. “Adesso si è ricreata la stessa situazione, e vi dico perché”, avrebbe spiegato Lotito, collegando la tensione anche alle voci insistenti sulla possibile vendita della Lazio. Negli ultimi tempi si sono rincorse indiscrezioni su fondi stranieri, potenziali acquirenti e offerte milionarie per il club capitolino. Il presidente, tuttavia, sostiene di non aver ricevuto proposte concrete e di essersi mosso anche sul piano delle segnalazioni alle autorità competenti. “Io non ho mai ricevuto offerte”, è la sua posizione riportata da Repubblica. Una ricostruzione che si inserisce in un rapporto ormai da tempo conflittuale con una parte della tifoseria.
La Lazio vola in campionato, ma l’Olimpico resta al centro delle polemiche
Il contrasto tra i risultati della squadra e il clima sugli spalti è uno degli elementi più evidenti del momento biancoceleste. La Lazio occupa la vetta della classifica insieme all’Inter, ma la protesta di una parte dei sostenitori continua a pesare sull’ambiente, anche attraverso la ridotta presenza di pubblico allo stadio Olimpico. Interpellato sulla contestazione, Lotito ha risposto con una battuta destinata a far discutere: “Mica posso inchiodare la gente sulle sedie…”. Il presidente ha così ribadito di non poter obbligare i tifosi a entrare allo stadio, respingendo implicitamente le critiche legate alla scarsa affluenza. Una posizione che conferma la distanza tra la dirigenza e una parte del popolo laziale, nonostante il rendimento positivo della squadra in questa fase della stagione.
“Nella vita contano i risultati”: la difesa del presidente
Lotito rivendica il proprio impegno nella gestione della società e considera i risultati sportivi un elemento centrale per giudicare il lavoro svolto. In un’altra occasione, intercettato dai cronisti al Senato, aveva dichiarato: “Io ci metto tutto l’impegno”, sottolineando il coinvolgimento personale nella conduzione del club. Il concetto è stato ribadito con una frase netta: “Nella vita contano i risultati”. Il primato in campionato rappresenta, nella lettura del presidente, un argomento a sostegno del percorso intrapreso dalla società, anche se non sembra sufficiente a ricucire lo strappo con i contestatori. La Lazio si trova così a fare i conti con due realtà parallele: una squadra competitiva sul campo e un rapporto con una parte della tifoseria ancora fortemente deteriorato.
La frecciata ai tifosi: “Prendetevi un ipnotico, se dovete sognare”
La tensione emerge ulteriormente nelle parole rivolte a chi rimprovera a Lotito di aver tolto entusiasmo e ambizioni al popolo biancoceleste. Il presidente ha replicato con una frase sarcastica: “Prendetevi un ipnotico, se dovete sognare”. Un’uscita che riaccende inevitabilmente le polemiche e rischia di allargare ulteriormente la frattura con i sostenitori più critici. Nello stesso intervento, secondo Repubblica, Lotito ha usato toni duri anche per descrivere il proprio atteggiamento di fronte alle intimidazioni: “Nella vita io sono combattente, mai reduce. Sono contro i soprusi”. Il messaggio del patron è quindi duplice: da una parte la denuncia delle minacce che sostiene di aver subito, dall’altra la difesa della propria gestione e una nuova risposta polemica a chi contesta la sua presidenza. Una contrapposizione che continua a caratterizzare il presente della Lazio, anche mentre la squadra raccoglie risultati importanti.
