L’inizio di stagione della Serie A offre già diversi spunti di riflessione e, secondo Christian Vieri, le gerarchie cominciano a delinearsi. L’ex attaccante della Nazionale, intervenuto all’Adnkronos, ha promosso senza esitazioni l’avvio dell’Inter di Cristian Chivu, indicando i nerazzurri come la squadra più attrezzata del campionato.

L’Inter resta favorita

Alle loro spalle, però, Vieri vede un Napoli ancora competitivo e una Roma di Gian Piero Gasperini pronta a recitare un ruolo da protagonista nella corsa alle posizioni di vertice. “L’Inter me l’aspettavo così, ha la rosa più forte del campionato”, ha spiegato l’ex centravanti, che ha dedicato parole positive anche al Como di Cesc Fabregas. “Mi aspettavo la continuità rispetto all’anno scorso e c’è stata sicuramente”. Una conferma, dunque, per la formazione lombarda, che continua a raccogliere consensi dopo l’ottimo percorso della passata stagione.

Vieri incorona la Roma

Ma è soprattutto la Roma ad aver impressionato Vieri. I giallorossi hanno cominciato il campionato con quattro vittorie in altrettante partite e il lavoro di Gasperini, secondo l’ex attaccante, è già evidente. “La Roma ha iniziato molto molto bene, con 12 punti in quattro partite. Il lavoro di Gasperini si vede, è uno dei più grandi allenatori che ci sono al mondo. Se la società lo ascolta può portare la Roma in alto”. Vieri sottolinea anche la qualità della rosa costruita dalla società capitolina, pur considerando inevitabile qualche difficoltà legata al doppio impegno tra campionato e Champions League. “Ha fatto una buona partita anche in Champions, avrà il doppio impegno, ma ha preso dei buoni giocatori”. E in una stagione così intensa, un ruolo fondamentale potrà averlo Paulo Dybala: “Rimane sempre il numero uno, è un grande attaccante”. All’orizzonte ci sono già due appuntamenti particolarmente attesi. Prima lo scontro diretto tra Roma e Inter, poi la sfida europea contro il Real Madrid. “Sarà una bolgia – ha osservato Vieri – e Gasperini farà andare i suoi giocatori a duemila. Sarà una bella partita da vedere”.

Napoli seconda forza secondo Vieri

Nel quadro tracciato da Vieri trova spazio anche il Napoli, nonostante un avvio di campionato al di sotto delle aspettative. L’ex bomber non sembra preoccupato dai primi risultati e continua a considerare gli azzurri una delle squadre più forti della Serie A. “Il Napoli, secondo me, è la seconda squadra più forte del campionato, guardando la rosa. Non guardo ora alle prime partite che ha perso in campionato, perché a Milano poteva vincere alla fine”. Un invito, dunque, a non fermarsi al risultato finale e ad analizzare invece le prestazioni. “In Italia si guarda sempre al risultato, quasi mai la partita”, ha aggiunto Vieri, ribadendo la propria convinzione sulle gerarchie. “Dico che il Napoli è la seconda più forte della Serie A, poi metto la Roma, che lotterà fino alla fine”.

Juventus e Milan più indietro

Più indietro, invece, Juventus e Milan, reduci da una stagione precedente tutt’altro che esaltante e chiamate ora a invertire la rotta. “Sono un pochettino indietro, l’anno scorso non sono andate bene. Si devono rifare”. Vieri, però, mantiene alte le aspettative nei confronti dei due grandi club: “Dico sempre che la Juve, il Milan e l’Inter devono andare sempre in Champions”.

Nazionale, il monito di Vieri

Nel corso dell’intervista, Vieri ha affrontato anche il tema della Nazionale e del ritorno di Roberto Mancini sulla panchina azzurra. Per l’ex attaccante, il commissario tecnico può certamente contribuire a restituire serenità al gruppo, ma non può essere considerato la soluzione a tutti i problemi del calcio italiano. “Può riportare tranquillità e l’Italia ai Mondiali? Tranquillità c’è se ci qualifichiamo agli Europei e ai Mondiali, altrimenti c’è solo incazzatura”. Un giudizio netto, che porta Vieri a spostare l’attenzione su una questione più ampia e strutturale. “Non basta prendere l’allenatore, da solo non risolve il problema che in Italia rimane quello dei giovani”. Secondo l’ex centravanti, la vera priorità dovrebbe essere una profonda revisione del sistema di formazione dei talenti: “Bisogna cambiare i settori giovanili in Italia e non sarà fatto. Quindi siamo sempre alle solite”.

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