Dopo 234 presenze complessive, 146 gol e 46 assist con in bacheca un Europeo, nel 2016, e due Nations League, nel 2019 e nel 2026, Ronaldo dice stop. L’unico giocatore nella storia del calcio a segnare in 6 Mondiali diversi (2006, 2010, 2014, 2018, 2022, 2026), recordman di gol agli Europei (14) e di partite disputate (30) ha annunciato oggi il suo ritiro dalla nazionale.

L’annuncio di Ronaldo

L’attaccante 41enne ha condiviso un video sui social media, rivelando che non rappresenterà più la nazionale portoghese. Evidentemente la pace con il ct Jorge Jesus era solo di facciata: “Al popolo portoghese, è giunto il giorno di restituire la maglia numero sette della nostra nazionale. Non l’ho mai sentita esclusivamente mia. Ma per 23 anni ho avuto il privilegio e la responsabilità di indossarla, difenderla e portarla con me negli stadi di tutto il mondo. Oggi è arrivato il momento di cederla al futuro. Non è stata una decisione facile, perché ci sono decisioni che non si prendono solo con la testa, ma anche con il cuore”, ha dichiarato.

Un viaggio iniziato nell’agosto del 2003 e che ha cambiato per sempre la mia vita è giunto al termine. Quando ripenso a tutto ciò che ho vissuto con la nazionale, non vedo solo partite, gol, record o trofei. Vedo persone. Vedo immigrati che, per 90 minuti, hanno sentito il Portogallo un po’ più vicino a loro. Vedo milioni di portoghesi che non ho mai incontrato personalmente, ma che hanno fatto parte della mia vita. Perché in fondo il calcio è molto più di un semplice gioco. Il calcio è fatto di persone. Durante tutta la mia carriera in nazionale, ho cercato di superare i miei limiti. Volevo vincere, volevo essere il migliore, volevo fare la storia.

Sono sempre stato esigente con me stesso. Ho sempre voluto di più, ho sempre creduto che potessimo andare oltre. E ho dato tutto quello che avevo per questa maglia. Ci sono stati pomeriggi e serate perfetti, ci sono state vittorie che non dimenticherò mai. Ci sono state sconfitte che ancora faccio fatica a ricordare. Ho anche fallito, ho anche sofferto, ci sono stati anche momenti in cui non sono riuscito a dare al popolo portoghese ciò che desiderava così ardentemente. Ma non ho mai mollato. E soprattutto, non ho mai smesso di essere orgoglioso di rappresentare il Portogallo.

La dedica del giocatore

In questi anni ho imparato alcune cose molto semplici. Gli obiettivi svaniscono, i trofei restano nei musei, i record alla fine vengono battuti. Ma c’è qualcosa che il tempo non potrà mai cancellare: il posto che occupiamo nel cuore delle persone. Se vi ho mai reso felici, se uno dei miei obiettivi vi ha mai fatto abbracciare qualcuno, dimenticare una preoccupazione e provare solo orgoglio per il nostro Paese, allora ne è valsa la pena. Perché essere portoghesi significa anche questo. Soffriamo insieme, ci rialziamo insieme.

Noi ci crediamo di nuovo. Il Portogallo avrà sempre bisogno di giovani che sognano, di giocatori che non mollano mai, di nuove generazioni che credono sia possibile raggiungere traguardi mai raggiunti prima. Perché un Paese che continua a creare nuovi eroi è un Paese che non smette mai di credere in se stesso.

Ai miei compagni di squadra di questa stagione, voglio rivolgere un pensiero speciale. Grazie per ogni gara, per ogni abbraccio, per ogni discussione, per ogni silenzio prima di scendere in campo. Per ogni vittoria che abbiamo festeggiato insieme e per ogni sconfitta che ci ha resi più forti. Ho avuto il privilegio di essere il vostro capitano. Ma nessun capitano cammina da solo. E voi fate parte della mia storia.

A tutti gli allenatori, dirigenti, medici, fisioterapisti, magazzinieri, membri dello staff e a tutte le persone che hanno lavorato con me in questi anni, grazie di cuore. Molti di voi non compaiono in queste fotografie. Ma senza di voi, nessuna di queste immagini sarebbe stata possibile.

Alla mia famiglia, grazie per aver condiviso questo sogno con me. Grazie per aver compreso le assenze, i sacrifici e i momenti in cui la nazionale ha dovuto occupare uno spazio che apparteneva anche a voi. Se sono arrivato fin qui, è perché siamo sempre stati mano nella mano.

E al popolo portoghese, a tutti i portoghesi sparsi per il mondo, voglio dire un’ultima cosa. C’è un’immagine che porterò sempre con me. Il momento in cui inizia l’inno nazionale. Mi guardo intorno, vedo i miei compagni di squadra, vedo le tribune, vedo bambini, madri, padri e nonni. Vedo portoghesi venuti da così lontano solo per essere lì. E in quei minuti, smettiamo di essere diversi. Non ci sono club, non ci sono colori, non ci sono classi, non ci sono professioni, non ci sono opinioni. C’è solo una passione. Il Portogallo.

Questa è la sensazione che porterò con me per il resto della mia vita. Oggi si conclude il mio percorso sul campo con la Nazionale. Me ne vado a testa alta, orgoglioso del cammino che ho percorso e con la consapevolezza di aver dato tutto per il Portogallo. Ma non smetterò mai di essere uno di voi, continuerò a soffrire, a emozionarmi e a celebrare ogni vittoria del Portogallo con un “Sì”.

Ho dedicato la mia vita a diventare il miglior giocatore del mondo. Oggi mi rendo conto che la vittoria più grande è stata quella di meritare di rappresentare il miglior Paese del mondo. Grazie per questi 23 anni. Grazie per aver creduto in me. Grazie per avermi permesso di vivere un sogno iniziato quando ero solo un ragazzino a Madeira, che inseguiva un pallone. La maglia numero sette rimane, l’orgoglio di averla indossata sarà mio per sempre. Il Portogallo sarà sempre dentro di me. Addio, Cristiano Ronaldo.

La nota della federazione

A stretto giro è arrivata la risposta della Federazione: “La Federazione calcistica portoghese esprime la sua più profonda e duratura gratitudine al suo eterno capitano, Cristiano Ronaldo, che oggi ha annunciato il suo ritiro definitivo dalla Nazionale.

È con profondo senso di gratitudine e immensa ammirazione che la Federazione calcistica portoghese elogia e ringrazia pubblicamente Cristiano Ronaldo per la sua straordinaria carriera al servizio del nostro Paese. Oltre ad essere un atleta eccezionale, il nostro capitano era un leader carismatico, un esempio di dedizione e il simbolo per eccellenza dello spirito della nostra squadra nazionale.

Nel corso di una leggendaria carriera internazionale, costellata da 234 presenze e 146 gol, il capitano si è caricato la nazione sulle spalle, ha infranto record e ha guidato la squadra verso momenti che rimarranno per sempre impressi nella storia del calcio nazionale. Ogni goccia di sudore, ogni gol decisivo e ogni fascia da capitano indossata con orgoglio in campo riflettevano il suo amore incondizionato per la nostra maglia.

La sua dedizione e la sua eredità trascendono le quattro linee del campo. Cristiano Ronaldo ha elevato il nome del Portogallo e ha ispirato generazioni di giovani che sognano di seguire le sue orme, essendo, per molti di noi, il miglior giocatore di tutti i tempi!

Pertanto, la Federazione calcistica portoghese si rifiuta di permettere che questo addio avvenga senza il dovuto tributo. È nostro fermo e immenso desiderio organizzare, pianificare, partecipare e collaborare attivamente a quello che sarà sempre un degno tributo all’immensa carriera di Cristiano Ronaldo, in cui i tifosi e il Paese potranno applaudire e celebrare, ancora una volta, il giocatore che ci ha dato così tanto. Grazie di tutto, Capitano! Questa sarà sempre casa tua!”.

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