Nonostante le difficoltà societarie e le proteste dei tifosi, l’incredibile stagione della Lazio continua. I biancocelesti hanno battuto 3-0 la Juventus nell’ultimo turno di Serie A e ora si preparano a sfidare il Parma, match in programma sabato 24 ottobre alle 20:45. L’obiettivo sarà vincere ancora, così da mettere pressione all’Inter, prima a parimerito con la Lazio. Alla vigilia della partita l’allenatore Gennaro Gattuso ha quindi presentato il match in conferenza stampa, mettendo in guardia tutti dai pericoli della squadra di Gilardino.

I segreti della Lazio: mentalità e voglia

“Abbiamo una strada, che è quella della mentalità e della voglia. L’errore in campo lo contempliamo, fa parte del gioco, ma quello più grande che non possiamo commettere è sottovalutare, perché le partite non finiscono mai”. Il pericolo più grande è che la squadra dopo l’importante e netta vittoria contro la Lazio possa abbassare un po’ la guardia: “Ho visto buoni segnali dalla squadra in allenamento. È viva, abbiamo l’atteggiamento giusto. Dobbiamo riuscire a giocare con la stessa intensità e voglia, perché altrimenti domani diventa molto dura. Il nostro segreto è questo. Se pensiamo di voler gestire la partita e andare con una marcia in meno, prenderemo una legnata sui denti che ce la ricorderemo“.

Il “circo” di Gattuso e il rispetto degli orari

Il merito più grande di Gattuso è quello di aver fato un’identità fortissima alla squadra, che si comporta come un gruppo coeso e pronto a seguire in lungo e il largo il proprio allenatore. “Rispetto e puntualità“, queste sono le parole chiave del tecnico biancoceleste, che ha spiegato: “Se non si rispettano gli orari, diventa un circo. Lì si va duri. C’è una cosa a cui pensare la mattina. Qualche volta può succedere che un cancello non si apra, può essere una scusa soprattutto se vivi all’Olgiata e piove. Poi scavalchi il cancello, mi è successo due settimane fa”.

Onestà e rispetto prima di tutto: “Preferisco che un giocatore mi dica che è andato a dormire tardi perché ha fatto serata, che ha bevuto un bicchiere in più. È successo anche a me da giocatore. Ma non permetto a nessuno di rovinarmi l’allenamento. La porta del mio ufficio è sempre aperta, so ascoltare”. Gattuso ha rivelato anche di essere un allenatore intransigente, almeno sotto alcuni punti di vista: “Non ascolto lamentele: quando chiedo che si faccia una cosa, si fa quella. Su alcune cose non si può barattare, non sul lavoro”.

Intensità e voglia di rivalsa

Oltre alla forza psicologica del gruppo, la Lazio ha sorpreso anche per la grande tenuta fisica. I biancocelesti corrono più degli altri e sono sempre molto aggressivi, quasi come a voler imitare le qualità del Gattuso calciatore. “Mi interessa l’intensità, è quello che fa la differenza e che andiamo a ricercare in allenamento. Perché puoi anche correre tanto, ma dipende come corri – ha spiegato -. Possiamo sbagliare degli appoggi, ma l’importante è andare forte, senza amnesie come successo in altre partite”. Forza del gruppo che nasce anche dalla voglia di rivalsa dopo alcune stagioni difficili: “Se uno non ce l’avesse, non potrebbe fare sport ad altissimi livelli e dovrebbe cambiare lavoro”. E a proposito della vittoria contro la Juventus, Gattuso ha rivelato: “Ho un difetto: gioisco poco, anche da giocatore. Però sono contento e orgoglioso”.

Le condizioni di Taylor e le parole su Isaksen e Cataldi

La Lazio sta quindi vivendo un ottimo momento di forma ma dovrà prestare grande attenzione alla condizione dei giocatori, soprattutto in questa settimana dove giocherà tre partite. Gattuso ha detto di voler pensare partita per partita, ma contro il Parma c’è una leggera preoccupazione per quanto riguarda Taylor: “Ha subito una botta e ha saltato alcuni allenamenti ma ieri è tornato in gruppo. Vedremo domani”. A prescindere da chi saranno gli interpreti, anche questo fine settimana la Lazio scenderà in campo per fare il proprio gioco: “Il modulo lascia il tempo che trova, bisogna occupare gli spazi. Questo ci sta aiutando a mandare tanti giocatori in gol. Isaksen è un giocatore forte ma non deve esagerare e deve riposarsi. Cataldi invece sta bene da dieci giorni e ci sta dando una grande mano. Se non è gioca è solo una scelta mia ma arriverà il suo momento”.

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